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Cronaca | 02 agosto 2022, 11:21

Tav, la Digos: "In Valle di Susa guerriglia come in Kurdistan"

Svelati gli "ordigni esplosivi" e i curiosi strumenti usati negli attacchi ai cantieri. In particolare è emersa la presenza di uno "sparapatate", in grado di lanciare oggetti a lunga gittata

Tav, la Digos: "In Valle di Susa guerriglia come in Kurdistan"

La mobilitazione contro il Tav in Valle di Susa è diventata "il principale terreno di scontro con lo Stato" da parte degli antagonisti, che nel corso del tempo hanno utilizzato "tecniche di guerriglia mutuate verosimilmente anche da altri territori di conflitto bellico (vedi il Kurdistan) e adattate al particolare contesto boschivo".

 

E' quanto si legge in una relazione inviata dalla Digos di Torino all'autorità giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta sul centro sociale Askatasuna, sfociata nei giorni scorsi nel rinvio a giudizio di 28 militanti.

 

Il dossier individua gli "ordigni esplosivi" e gli strumenti utilizzati nel corso degli attacchi al cantiere, tra cui un particolare dispositivo da lancio che per anni è stato un mistero per gli stessi investigatori: si tratta di un oggetto soprannominato dagli attivisti "sparapatate". E che la Digos, solo dopo una serie di accertamenti tecnici, ha descritto come uno "strumento artigianale equiparato a un arma letale in grado di lanciare oggetti a lunga gittata alla velocità di un proiettile".

Nel rapporto si spiega che soprattutto negli anni tra il 2011 e il 2015, nel corso degli attacchi al cantiere TAV, venivano riscontrati "lanci di oggetti verso le forze di polizia di cui non riusciva a capire da dove provenissero". A svelare il mistero è stata un'intercettazione del 4 maggio 2020: un militante spiegava che lo sparapatate era "portato da un tipo strano che veniva al campeggio, arrivava, parcheggiava lontano, scendeva a piedi nel bosco e stava sempre bardato".

"Ma non stanno un tantino esagerando?", ha commentato sui social la consigliera regionale valsusina Francesca Frediani (Movimento 4 Ottobre). "Sul fatto che ci sia un'area vuota e completamente militarizzata da mesi, le istituzioni non hanno invece nulla da dire?".

redazione

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