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Attualità | 28 luglio 2022, 14:18

“Sì alle cicogne che difendono la storia di Pinerolo”, la protesta in Consiglio comunale

Il Coordinamento associazioni pinerolesi ha esposto uno striscione durante la seduta di ieri sera e stringe i tempi della battaglia, perché dopo il 15 settembre la ciminiera di via Brigata Cagliari potrà essere demolita

Lo striscione esposto ieri in Consiglio

Lo striscione esposto ieri in Consiglio

Lo striscione è stato calato dalla balconata in alto, ieri sera, alla fine di una discussione sull’area dell’ex setificio Vagnone dove una società vuole realizzare un supermercato, abbattendo la ciminiera di via Brigata Cagliari con il nido delle cicogne.

“Sì alle cicogne che difendono la storia di Pinerolo” è il messaggio che il Coordinamento associazioni pinerolesi ha messo nero su bianco: “Voleva essere un gesto clamoroso, non violento e giustamente censurato dalla presidente del Consiglio comunale, che ci ha chiesto di ritirare lo striscione, come abbiamo fatto. Lo scopo era tenere alta l’attenzione sul futuro di quell’area” spiega Davide Pistone, uno dei componenti del gruppo.

Ieri è stata discussa l’interrogazione del capogruppo Pd Luca Barbero, che toccava tre aspetti tecnici. Il primo è la presenza di un vincolo di tutela nel Piano regolatore su un fabbricato a L, che dà su via Fenestrelle, e rientra nel complesso dell’ex setificio. L’assessore all’Urbanistica Fabiano Vodini ha chiarito come: “Il vincolo sia tutt’ora esistente, ma è stato derogato da una delibera di Consiglio del 14 aprile 2021, che consentiva la riqualificazione dell’area”. Detto altrimenti, anche questa parte può essere abbattuta. Una seconda questione riguardava la ciminiera su cui si trova il nido delle cicogne. Il Comune ha già concesso il permesso di abbatterla, ma Barbero voleva chiarimenti sulla sua posizione: “Se rientra nella fascia di rispetto del torrente Lemina, servirebbe un parere preventivo della Commissione locale per il Paesaggio”. Vodini ha risposto che effettivamente è a una distanza inferiore di 150 metri dal Lemina, ma di fatto non è oggetto di vincolo paesaggistico, perché la legge escludeva casi simili.

Il capogruppo Pd ha anche chiesto lumi sul perché il permesso di abbattere la ciminiera non sia stato dato ai proprietari dell’area, ma a chi intende svolgere l’operazione edilizia. L’assessore ha spiegato che l’autorizzazione è stata rilasciata sulla base di un contratto preliminare condizionato di compravendita.

Un aspetto che il Coordinamento vuole chiarire: “Penso che chiederemo una consulenza, per capire se chi ha ricevuto il permesso di abbattere la ciminiera ha diritti effettivi su quell’area o semplicemente ha fatto una promessa di acquisto ai proprietari” sottolinea Pistone. Il gruppo vuole stringere i tempi, perché dal 15 settembre la ciminiera potrà essere abbattuta e le cicogne trasferite su un nuovo posatoio, che verrà realizzato poco lontano: “Ci sono altri aspetti da approfondire come la destinazione d’uso dell’area dell’ex setificio che risulta residenziale e non commerciale, ma aspettiamo anche che la Città metropolitana ci chiarisca come si possa distruggere un nido di una specie selvatica, quando la legge 152 del 1992 lo vieta”.

Marco Bertello

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