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Cronaca | 18 novembre 2021, 14:53

Addio al nonno vigile ‘Pino’, Giuseppe Silano, scomparso all’età di 73 anni

In vita, si è dedicato molto agli altri, in particolar modo al mondo dello sport e ai più piccoli e ai giovani

Giuseppe Silano

Giuseppe Silano

Per moltissimi anni, a Perosa Argentina, ha ricoperto il ruolo di ‘nonno vigile’, fuori dalla scuola elementare, assicurandosi con meticolosità che i bambini, all’ingresso e all’uscita dalla scuola elementare, non corressero pericoli con automobilisti spesso incivili nonostante transenne e cartelli di divieto. “Grazie davvero per il volontariato prestato, un aiuto prezioso per i piccoli, che richiede grande pazienza nei confronti degli automobilisti che da sempre, e tuttora, spesso insultano chi svolge questo ruolo” lo ricorda il sindaco di Perosa Argentina, Nadia Brunetto.

E c’è chi ricorda Silano impegnato su questo fronte già una quindicina di anni fa, come Luca Coello, che all’epoca, proprio sulla strada che porta alle scuole elementari, con la mamma gestiva una panetteria: “Veniva in negozio, con l’altro nonno vigile, purtroppo scomparso anche lui, Franco Pegoraro, ed entrambi, ma soprattutto Pino, avevano una passione per le monete dell’euro, così io tenevo da parte le più particolari per loro”.

Ma sono davvero svariati ed eterogenei gli ambiti che hanno visto Silano impegnato con e per gli altri, come ad esempio gli anni di volontariato prestati alla Croce Verde di Perosa Argentina: “Lo ricordo come una persona sempre collaborativa e disponibile” sono le parole del presidente Piero Tron.

Più intimo il ricordo di Dragoş Eugen Strungariu, che con Silano ha condiviso la vicinanza durante le ore di volontariato in Croce Verde: “Pino era buono come un pezzo di pane. Una persona diretta, che diceva sempre in faccia ciò che pensava, ed assolutamente lontana dalle malelingue, che non tollerava. Anzi: difendeva le vittime di malelingue, in loro assenza. Era cocciuto e risoluto, il primo a ridere e scherzare, ma anche il più serio e rigoroso quando si trattava di lavorare – ricorda Strungariu –. Guai a non essere abbastanza celeri, quando arrivava una telefonata e bisognava partire con l’ambulanza: lo si sentiva brontolare tutto il giorno. Era una persona rispettosa, che pretendeva rispetto, ed era molto rigoroso nell’assolvere ai suoi compiti, di qualunque cosa si trattasse. Una persona davvero speciale, che ricorderò con affetto”.

Sempre a Perosa Argentina, sua ultima residenza, Silano è stato socio dell’Associazione Poggio Oddone, con la quale ha partecipato a molteplici sfilate in costume: “È stato fino alla fine un socio molto attivo, partecipativo. Un uomo dal carattere deciso, che sapeva far valere le sue ragioni – racconta Fabrizio Bertalotto, presidente di Poggio Oddone –. Amava particolarmente le sfilate in costume, durante le nostre rievocazioni storiche, ma anche a Torino nel mese di giugno in occasione della festa di San Giovanni, oppure in Val Susa. Ha sfilato fino a un paio di anni fa, nei panni del soldato”.

E alla collaborazione all’interno di Poggio Oddone risalgono anche i ricordi più recenti di Federico Clement: “Ricordo sfilate, assemblee ed altre attività assieme: Pino era sempre molto amichevole e generoso, si prestava tanto, a fare tutto, dal mettere l’auto, allo svolgere qualunque mansione – racconta –. Per noi è stato un piacevole ritrovarci: ci eravamo conosciuti quando io ero un ragazzino, poco più che bambino, dai miei dieci anni, fino verso i venti, ventidue, quando io correvo per il gruppo sportivo di Pomaretto, e per Porte. Abbiamo gareggiato assieme anche in Svizzera”.

Silano è stato soprattutto un grande sportivo, che ha curato l’inserimento nello sport, e principalmente nella pallavolo, di svariate generazioni, cominciando quando era residente a Porte.

“Quand’ero piccolo, attorno ai sette, otto anni, ha allenato anche me” ricorda il primo cittadino di Porte Simone Gay.

Intenso il ricordo del Presidente del Gruppo Sportivo Porte, Eugenio Cannizzaro: “Nella comunità è sempre stato presente in modo attivo. Ha creato il gruppo atletico di Porte, e possiamo dire che è grazie a Pino se abbiamo avuto diversi maratoneti. Il suo impegno più grande è stato nella pallavolo: ha curato per anni l’inserimento dei più piccoli, maschietti e femminucce; quand’erano più grandi, io seguivo la pallavolo maschile, e lui sempre quella femminile – racconta Cannizzaro –. Si è occupato molto anche dell’avviamento allo sport all’interno delle scuole. Poi so che non ha mai smesso di dedicarsi al prossimo: ci siamo incontrati in occasione delle Miniolimpiadi di Valle del 2017, e mentre io ero lì con la fiaccola, lui ci seguiva con l’ambulanza, perché nel frattempo era diventato volontario della Croce Verde. Ha lasciato davvero un bel segno, ricordi che resteranno indelebili”.

Fra le sue allieve della pallavolo, il ricordo è intriso di affetto, come testimoniano le parole di Sabrina Olivero: “Per Pino, eravamo le sue bambine. Si è dedicato anima e corpo alla pallavolo, ha costituito diverse squadre, e ha dato tanto anche al gruppo sportivo di Porte. Ma ha saputo essere molto di più di un allenatore, era un grande amico, un punto di riferimento, e lascia il ricordo del suo grande cuore”.

Lo ricorda con affetto anche Fausto Corveglio: “Pino ha allenato la squadra della Pallavolo Perosa quando io ero presidente, più o meno verso la seconda metà degli anni Novanta – ricorda –. È stato un uomo di grande disponibilità, che ha aiutato molto. Un uomo coerente che prendeva con grande serietà ogni impegno. Ha allenato anche a Porte, Villar Perosa e Luserna San Giovanni. Da lui, sono passate due o tre generazioni delle signore di adesso, era davvero portato nel suo ruolo di allenatore, ma soprattutto per interagire con i più giovani, prendersene cura, e la stessa cosa si può dire per l’ex moglie, che l’ha accudito fino alla fine, quando si è ammalato”.

Tatiana Micaela Truffa

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