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Economia e lavoro | 23 settembre 2021, 13:52

“Al Pinerolese non manca nulla e le imprese hanno un ruolo sociale”

Rosanna Ventrella, presidente della Cna cittadina, guarda al futuro e punta sui giovani e sulla trasmissione delle competenze

Rosanna Ventrella (Cna Pinerolo)

Rosanna Ventrella

“Al Pinerolese non manca nulla: bellezza, arte, cultura, natura e genialità. Dobbiamo solo mettere in campo l’arte e non metterla da parte, come dice il proverbio. Il nostro focus sarà salvaguardare le attività produttive e artigianali e le loro competenze”. Rossanna Ventrella, amministratore unico dell’azienda informatica Sys.Tek, dal 12 maggio guida la Cna di Pinerolo, con cui sta mettendo a fuoco delle strategie per rivitalizzare e valorizzare il tessuto economico del territorio.

“Il mio mandato dura 4 anni e ci muoveremo su due livelli, iniziative a medio e a lungo termine – indica la strada –. Ora stiamo guardando i dati e cercando di fare una fotografia della situazione, poi, dopo le elezioni comunali di Pinerolo, incontreremo le Amministrazioni per mettere in campo una serie di azioni, guardando al di fuori del nostro territorio e prendendo spunti”.

La sua carriera all’interno di Cna è stata “rovesciata”, ha rivestivo prima ruoli sovracomunali (presidente regionale e vice presidente nazionale di Cna Impresa Donna), prima di diventare rappresentante locale, ma questo le ha permesso di avere una visione d’insieme e uno spirito di collaborazione con altre realtà: all’ultima Fiera dell’Artigianato, per esempio, lo stand Cna ospitava i gruppi di Biella e Asti.

La convinzione di Ventrella è che sia necessario “introdurre più giovani e più donne nelle imprese”. Inoltre, per favorire il mantenimento e lo sviluppo del tessuto imprenditoriale “bisogna lavorare sulla trasmissione delle competenze artigiane, per questo penso alla creazione di un centro di trasmissione dei saperi, che permetta di non perdere alcune esperienze preziose e di trasferire le competenze a chi ha voglia di intraprendere un mestiere”. Ventrella parte dalla consapevolezza che ci sono attività che si esauriscono, perché non ci sono più famigliari interessati a portarle avanti, ma questo sapere va preservato e trasferito a chi vuole lavorare nel settore. In secondo luogo è importante favorire la creazione di una rete di collaborazione tra le imprese artigiane e arrivare a una filiera locale. In questa sua visione, però, non manca un aspetto particolare: “Non bisogna dimenticare che chi ha un’azienda non svolge solo un ruolo imprenditoriale, ma anche sociale. Tenere presente questo e comportarsi di conseguenza è fondamentale. Nella mia, per esempio, abbiamo assunto anche durante il periodo del Covid”.

Marco Bertello

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