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Attualità | 09 settembre 2021, 14:00

Il bilancio del Barbara e del Jervis sull’utilizzo delle prime stazioni di ricarica per le bici elettriche

Marchiate Upslowtour, sono state posizionate durante l’estate dal Cai Val Pellice, che ha aderito al progetto dell’Unione montana del Pinerolese. Le colonnine destinate ai Comuni invece sono ancora in magazzino in attesa che si completi l’iter burocratico

La colonnina di ricarica bici elettriche al rifugio Barbara

La colonnina di ricarica bici elettriche al rifugio Barbara

Le prime stazioni per la ricarica delle bici elettriche marchiate Upslowtour, sono state posizionate grazie al Cai Uget Val Pellice accanto ai suoi rifugi: il Barbara Lowrie e il Willy Jervis.

Le altre colonnine sono in magazzino assieme all’arredo – porta bici, ciclo totem per la manutenzione, totem descrittivi dei percorsi –, che caratterizzerà i punti di partenza e punti tappa dei quindici anelli del progetto centrato sul turismo lento – e in particolare sul cicloturismo – su cui l’Unione montana del Pinerolese sta puntando. Il loro posizionamento, infatti, precendentemente ipotizzato nel mese di agosto, è slittato di alcune settimane: “Siamo in attesa dell’approvazione da parte dei Comuni dell’Unione del progetto dei punti di partenza e dei punti tappa. Solo quando ne riceveremo un buon numero, potremo affidare i primi lavori per il posizionamento delle colonnine e del resto dell’arredo” spiega Davide Benedetto, responsabile area territorio, cultura e turismo dell’Unione.

Intanto, i membri del Cai hanno deciso di posizionare già due punti di ricarica accanto alle strutture di loro proprietà, per non perdere la stagione turistica: “Uno dei quindici anelli tocca proprio i nostri rifugi, per questo abbiamo voluto attrezzarli a nostre spese ma comunque utilizzando il logo Upslowtour spiega Roberto Rigano per il Cai –. Crediamo, infatti, che il progetto possa rappresentare una buona occasione di rilancio del territorio anche se siamo consapevoli che successivamente bisognerà gestire la convivenza tra gli escursionisti e i ciclisti sui nostri sentieri”.

I primi ciclisti ad aver usato le ricariche sono quelli che hanno raggiunto nell’estate il rifugio Barbara Lowrie e che secondo il gestore, Cinzia Fornero, sono sempre più numerosi: “Oltre la metà dei ciclisti, che arrivano da noi, lo fa a bordo di una bici elettrica e la diffusione di questi mezzi ha determinato un incremento del flusso di persone in grado di raggiungerci. Alcuni ci hanno voluto esprimere il loro apprezzamento per l’idea delle stazioni di ricarica”. Complici anche i recenti lavori di sistemazione della strada che permette di raggiungere il rifugio attraverso la Comba Carbonieri, al Barbara l’arrivo dei ciclisti è stato determinante per la stagione estiva: “Sono tornati anche quelli con la bici da corsa che non vedevamo da un po’” sottolinea Fornero. Al rifugio Willy Jervis, invece, si spera in un autunno favorevole: “Nell’estate non abbiamo avuto una grande affluenza di ciclisti e auspichiamo che qualcuno in più arrivi in autunno, stagione in cui i pensionati, che spesso utilizzano le bici elettrice, tradizionalmente si muovono”. La stazione di ricarica quindi non è stata particolarmente utilizzata: “Tuttavia credo sia un intervento positivo anche se da solo non basterà per rilanciare il cicloturismo in vallata”.

Elisa Rollino

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