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Attualità | 12 maggio 2021, 08:33

Il Covid cambia il turismo in altura: l’esperienza del Rifugio Selleries

Dalla connessione wi-fi per lavorare nella natura, alla disponibilità dei clienti a mangiare fuori a 2000 metri

Rifugio Selleries

Connessione wi-fi e “estate ragazzi”: ecco come i rifugisti cercando di adeguarsi alle sfide dell’epoca Covid. Da lassù, fra le cime delle montagne, lo sguardo si divide fra grande preoccupazione, nuove proposte e risvolti positivi.

“Sono senza dubbio preoccupato, per le condizioni alle quali dobbiamo lavorare: a più di 2000 metri, servire da mangiare all’aperto il più delle volte è improponibile” a parlare è Massimo Manavella, gestore del Rifugio Selleries di Roure, un uomo innamorato della montagna, che attorno alla montagna ha costruito la sua vita.

“La pandemia ha fatto emergere nuove esigenze, ma anche nuove possibilità. E dirò di più: ci ha resi tutti più disponibili, più elastici nel cogliere le occasioni che si profilano”.

E in quest’ottica nascono le novità del Selleries, che si adatta alle norme anti-Covid e alle nuove esigenze della clientela. Innanzitutto, “SELLERIES FreeWiFi”: una rete libera wi-fi a disposizione di tutti i clienti: “A seguito di richieste ricevute dai clienti, abbiamo valutato questa possibilità, e ci siamo subito resi conto di come in effetti anche quest’anno sarà difficile ospitare i consueti gruppi di turisti olandesi o francesi ma, in compenso, molte persone che hanno l’opportunità di lavorare in smart working, potranno decidere di farlo dal rifugio Selleries, soggiornando qualche giorno, ed alternando così lavoro ad escursioni, col privilegio di stare immersi nella natura – spiega Manavella – Nel male della pandemia, si è sviluppata un’elasticità lavorativa che si ripercuote anche nella scelta dei giorni di soggiorno o passaggio al rifugio: se prima gli ospiti tendevano ad affollarsi nei fine settimana, ora spesso e volentieri, proprio per evitare la ressa, c’è chi sceglie di salire in settimana. E poterlo fare conciliando il lavoro, è una facilitazione in più”.

Un’altra idea nata in questo periodo riguarda bambini e ragazzi in età scolastica: “Adesso è ancora tutto in fase di definizione, ma quest’estate le scuole dovrebbero essere chiuse, con i genitori ancora al lavoro. La nostra intenzione è quella di offrire ai ragazzi l’opportunità di soggiornare in rifugio e svolgere delle attività in montagna dal lunedì al venerdì, mentre i genitori possono continuare a lavorare tranquilli – racconta Manavella, che conclude – È interessante valutare come sono cambiate le esigenze, ma anche le disponibilità delle persone: se penso a domenica 2 maggio, avevamo sette o otto tavoli a mangiare fuori, e gli anni scorsi sarebbe stato impensabile! Invece ora sono tutti più disponibili ad adattarsi. Tuttavia, il timore di non riuscire a fare fronte ai conti, in questa situazione, è grande”.

Micaela Tatiana Truffa

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