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Economia e lavoro | 16 febbraio 2021, 18:53

Anche Cna contro la lotteria degli scontrini: "Il fisco digitale non semplifica, ma soffoca"

Dito puntato contro i nuovi adeguamenti che sarebbero necessari per i registratori di cassa: "Se non si può più prorogare, almeno ci siano crediti d'imposta"

scontrino fiscale e pos

Anche Cna Torino boccia la lotteria degli scontrini

L’avvio della lotteria degli scontrini dal 1° febbraio 2021 - affiancata alla promessa di premi in denaro di importo consistente - riceve anche la bocciatura del mondo CNA, soprattutto per quando riguarda la necessità di adeguare i registratori di cassa già in uso, anche quelli già abilitati alla trasmissione dei corrispettivi telematici.
Un adeguamento che non è gratuito per le attività, ma che comporta - in un periodo già pesante sul fronte economico - evidenzia il responsabile Settore fiscale di CNA Torino, Gianni Centeleghe -: l’obbligo di sostenere nuovi costi per restare al passo con gli sviluppi del sistema fiscale. Non c’è una sanzione per l’esercente che sceglierà di non acquisire il codice lotteria dei clienti”.

Questi però, potranno segnalare la circostanza direttamente sul portale della lotteria degli scontrini dell’Agenzia delle entrate e le segnalazioni potrebbero essere utilizzate dall’Agenzia e dalla Guardia di Finanza nelle attività di analisi del rischio evasione. Le imprese che hanno acquistato un registratore telematico si trovano, invece, con questi obblighi: dover cambiare i tracciati sui quali lavora il registratore telematico e con i quali vengono trasmessi i dati all’Agenzia delle entrate entro il 1° gennaio 2021; effettuare nel 2021 la prima verifica biennale del registratore telematico stesso. “Tali operazioni insieme ai costi di manutenzione – denuncia la CNA Torino - hanno un costo rilevante e, nel complesso, arrivano ad almeno 300 euro, quasi il costo del registratore telematico stesso”. “E’ evidentemente una beffa – continua Centeleghe - e da molte aziende viene vissuta come tale, a fronte dell’importo del credito di imposta a suo tempo riconosciuto dallo Stato. E per i forfettari, per i quali l’Iva è un costo, è una beffa ancora più grande”.

Le nuove regole tecniche sono contenute nel provvedimento dell’Agenzia delle entrate emanato il 30 giugno 2020, dopo la proroga prevista dal decreto Rilancio in materia di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. L’articolo 140 del decreto n°34/2020, in considerazione della situazione emergenziale causata dal Covid-19, ha modificato i termini di adeguamento all’obbligo della memorizzazione dei corrispettivi, portando la scadenza ultima al 1° gennaio 2021, accanto al rinvio parallelo della lotteria degli scontrini. Una doppia proroga che ha rinviato il termine di entrata in vigore del nuovo tracciato dei dati dei corrispettivi telematici e dell’adeguamento dei registratori telematici. Il termine ultimo è quindi fissato al 1° gennaio 2021. CNA Torino ha fatto presente all’Agenzia delle entrate questo problema. “Una nuova proroga è ormai impensabile, ma chiediamo almeno l’introduzione di un credito di imposta per l’adeguamento telematico e la manutenzione biennale. Il costo del fisco digitale non può essere insomma a carico degli esercenti, già alle prese con le pesanti ricadute economiche del Covid-19”, conclude Centeleghe.

redazione

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