E' come la prima volta che ti guardi allo specchio e ti rendi conto di essere diventato "grande". C'è quel momento, nella vita di tutti. Più o meno inconscio.
Traslandolo dalle persone agli "agglomerati" di persone, è ciò che è successo il 10 febbraio del 2006 alla città di Torino. Con la cerimonia di apertura, il capoluogo piemontese iniziò a vivere la sua avventura di città olimpica. Era Torino 2006.
La città ha cambiato volto
Era passato del tempo da quando Sergio Chiamparino sventolò la bandiera con i cinque cerchi. Erano arrivati progetti, cantieri (alcuni terminati per un pelo), infine atleti e turisti. Tanti turisti. Tanti quanti la città della Mole non avevano mai visto, forse.I mezzi pubblici pieni di persone, le diverse "case" sparse per la città (casa Italia al Valentino, le altre lungo il Po e in sistemazioni strategiche), la mitica Medal Plaza in piazza Castello, che oltre alle premiazioni ospitava anche i concerti (memorabile, quello dei Duran Duran).
E poi le gare, in città, nei palazzetti (compreso quell'Isozaki che oggi è Pala Alpitour, a pochi passi dal braciere sghembo ed elegante). Ma anche nelle valli Olimpiche, dal Pinerolese alla val di Susa.
Nel giro di poche settimane, la città e i suoi abitanti bevvero tutto d'un fiato un cocktail di emozioni e di divertimento come forse non avrebbero mai immaginato. E i postumi di quella "sbornia" li hanno smaltiti nel tempo, quasi faticando a riabituarsi alla normalità. Ma avendo ormai preso consapevolezza di essere una città "grande", con fascino e attrattività turistica, in grado di giocare un ruolo da protagonista nel panorama internazionale.
Tra presente e futuro
E se questo a volte si è rivelato un boomerang (come per alcune cattedrali nel deserto rimaste abbandonate poco dopo i Giochi fino alla delusione per i Giochi assegnati poi a Milano-Cortina), ha anche aperto la strada a nuove avventure, come i prossimi appuntamenti con le ATP Finals.
Chi è nato nel 2006 oggi fa le superiori. Questo è forse il metro di giudizio più ineluttabile del tempo che scorre. Ma è stato un grande anno, che ha cambiato la vita a Torino e ai torinesi. Almeno per un po'.