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Attualità | 13 ottobre 2020, 19:01

Le persone con demenza hanno nuove case al Rifugio “Re Carlo Alberto” di Luserna San Giovanni (FOTO e VIDEO)

Presentata oggi la nuova ala, che ricalca il modello in piccolo di un paese

Le persone con demenza hanno nuove case al Rifugio “Re Carlo Alberto” di Luserna San Giovanni (FOTO e VIDEO)

Si presentano come una serie di abitazioni lungo una via e una piazza comune e vogliono restituire alle persone con demenza il senso del vivere in autonomia in un piccolo paese. Questa è la filosofia che sta dietro la nuova ala del Rifugio Re Carlo Alberto di località Musset 1 a Luserna San Giovanni, finanziata con l’8 per mille destinato alla Chiesa valdese.

La presentazione si è tenuta oggi pomeriggio. Una presentazione, appunto, non un’inaugurazione, come ha precisato il responsabile della struttura Marcello Galetti, perché il Covid-19 non ha consentito di mettere la musica, coinvolgere gli ospiti del Rifugio...

La nuova ala ha una superficie di 500 metri quadri e si trova all’interno di un lotto di 2.300 metri quadri, concepita come altri modelli europei all’avanguardia, è stata disegnata dall’architetto Paolo Ferrero con studio a Pinerolo.

«L’aspetto preminente è quello funzionale, perché ogni aspetto ha la sua ragione, anche se può essere discusso esteticamente – ha spiegato il progettista –. Per fare un esempio, la presenza di porte che ricordano i portoncini delle case, rispetto al resto che è una zona comune, serve proprio per demarcare la differenza tra privato e pubblico».

La nuova ala conta su 4 camere doppie e 4 singole, tutte con bagno. Più una cucina e spazi comuni. Le persone che saranno impiegate saranno 5 e non saranno vestite in maniera da ricordare operatori sanitari o medici, perché lo scopo è rendere più possibile questo luogo simile a una casa normale, dove persone ancora dotate di sufficiente autonomia possano vivere, invitando anche i loro parenti.

«Il Rifugio è nato 122 anni fa e questo è un ampliamento che va nel senso della continuità e dell’aggiornamento del servizio – ha commentato Giovanni Comba, presidente di Csd-Diaconia valdese –. È un tentativo di dare più vita ai giorni di chi è affetto da demenza». Mentre la moderatora della Tavola valdese Alessandra Trotta l’ha definito un esempio della restituzione in opere sociali della fiducia dei contribuenti che donano l’8 per mille.

Marco Bertello

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