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Economia e lavoro | 30 luglio 2020, 07:28

Il Covid ha fatto "esplodere" la cassa integrazione: +240% rispetto ai picchi del 2010

Sono i dati dell'ufficio studi Uil relativi al secondo semestre 2020: tutelati oltre 353mila lavoratori. Cortese: "Bloccare i licenziamenti fino alla fine dell'anno"

Il Covid ha fatto "esplodere" la cassa integrazione: +240% rispetto ai picchi del 2010

Una vera e propria esplosione, ma forse non ci si poteva attendere nulla di diverso. Sono i dati sulla cassa integrazione in Piemonte nel corso del secondo trimestre 2020: quello della pandemia, del lockdown e - di conseguenza - di 180.289.592 ore autorizzate di ammortizzatori sociali, con una crescita di quasi il 240% rispetto al 210, ovvero l'anno in cui si erano registrati i picchi di cassa sul nostro territorio. In questo periodo, i lavoratori piemontesi tutelati sono stati in media 353.510.

Lo dice l'ufficio studi della Uil, che ha quantificato in 110.181.365 le ore di cassa ordinaria, 44.378.933 i fondi di solidarietà e 25.729.294 le ore di cassa in deroga. A livello nazionale, nello stesso periodo, sono state autorizzate 2.093.138.000 ore, con un incremento del 529,2%.

Il Piemonte è al quarto posto in Italia per ore richieste, preceduto da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Soltanto a giugno, in Piemonte, per effetto della fine del lockdown sono state richieste 35.365.249 ore di cassa integrazione in diminuzione del 50,8% rispetto al mese precedente (-41,2% ordinaria, -70,3% fondi di solidarietà, -28,2% deroga).

“I provvedimenti per combattere la diffusione della pandemia di Covid-19 in Italia hanno reso necessario per la grande maggioranza delle imprese il ricorso alla cassa integrazione - spiega il segretario generale Uil Piemonte, Gianni Cortese -. In Piemonte, nel secondo trimestre del 2020, è stato autorizzato un numero di ore superiori del 239,2% rispetto al 2010, annus horribilis della lunga crisi iniziata nel 2008. La riapertura di molte attività nel mese di giugno ha determinato un dimezzamento delle ore autorizzate rispetto ai mesi precedenti".

"Per scongiurare i rischi per la tenuta della coesione sociale è necessario assicurare la cassa integrazione a disposizione per tutto il 2020 e continuare a bloccare i licenziamenti - prosegue -. L’emergenza economica, sociale e produttiva che sta attraversando il nostro Paese, unitamente agli interventi necessari per la sanità, richiedono una programmazione veloce e intelligente per poter utilizzare tutte le cospicue risorse messe a disposizione dall’Unione Europea”.

Massimiliano Sciullo

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