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Economia e lavoro | 30 giugno 2020, 16:33

Artigiani, nel primo trimestre del 2020 calano anche le esportazioni dei "piccoli". Ma Torino fa boom sfiorando il +20%

Il dato piemontese è di -2,1%, ma il capoluogo corre in controtendenza con un +19,8%. Felici (Confartigianato Piemonte: “Passato questo momento di emergenza, riprogrammare attività formative e internazionalizzazione”

Artigiani, nel primo trimestre del 2020 calano anche le esportazioni dei "piccoli". Ma Torino fa boom sfiorando il +20%

Anche i "piccoli" soffrono il periodo legato all'emergenza Covid, soprattutto sui mercati stranieri. Ma Torino fa "il botto" e si pone in controtendenza. 
Se infatti arrivano segnali di rallentamento, per le esportazioni delle imprese artigiane piemontesi, lo stesso non si può dire del capoluogo. Nel primo trimestre di quest’anno il calo è stato del -2,1% (era +2,3% l’anno prima) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, generando un giro d’affari di 2 miliardi e 936 milioni di euro, trainato dal settore alimentare (+11%). Ma Torino e provincia, prese da sole, registrano un +19,8%. Lo svela il dossier dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, che ha analizzato i dati ISTAT sulle esportazioni delle micro-piccole e medie imprese del Piemonte, nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2020 confrontandoli con quelli dell’analogo periodo del 2019.

“Questi primi segnali di flessione – afferma Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – segnalano solo l’inizio degli effetti della pandemia che ha avuto il suo apice tra aprile e maggio. Il calo più importante si registrerà nei dati relativi al 2 trimestre 2020. In ogni caso, il giro d’affari di 2 miliardi e 936 milioni, conferma l’impegno degli artigiani per l’internazionalizzazione, per il miglioramento della qualità dei prodotti, e per l’apprendimento di nuove tecniche di vendita e di conoscenza dei mercati esteri”.

Come accennato, a livello provinciale, i dati parlano di un exploit di Torino con +19,8% rispetto al 2019 e 742,9 milioni di euro di prodotti piazzati all’estero. Segue Novara con +7,4% e 499,3 milioni di euro. In leggero calo Cuneo con un -0,7% e 530,4 milioni di controvalore venduto, segue Asti con -2,4% e 77,5 milioni di export. In calo Biella con -10,1% e 340,9 milioni di prodotti venduti all’estero, segue Vercelli con -13,8% con un valore di export pari a 258,1 milioni. In netto calo Alessandria -23,5% e 457 milioni di euro esportati e il Verbano -20,3% con 30,5 milioni di euro esportati.

“Le imprese apprezzano le iniziative sull’export – conclude Felici – infatti sono sempre più propense a fare formazione. Per affacciarsi sui mercati esteri, infatti, occorrono competenze che non tutte le realtà hanno maturato. Speriamo che, passato questo momento di emergenza, con la Regione si possano riprogrammare le attività formative e proporre nuovi bandi sull’internazionalizzazione basati su: comunicazione, promozione integrata, formazione/informazione, sistema fieristico, commercio digitale e finanza agevolata”.

M.Sci

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