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Politica | 26 giugno 2020, 14:11

Polemica a Pinerolo sul progetto “Ripartiamo insieme”: «Stavolta il Cpe si è allargato»

La politica discute sull’invasione di campo, ma il presidente Carcioffo ribatte: «Facciamo solo ciò che i Comuni hanno difficoltà a fare»

Polemica a Pinerolo sul progetto “Ripartiamo insieme”: «Stavolta il Cpe si è allargato»

«La politica è stata appaltata al Cpe o Pinerolo ha qualche ruolo?». La domanda del capogruppo Pd Luca Barbero ha innescato una discussione sul progetto “Ripartiamo insieme” lanciato dal Consorzio Pinerolo energia (Cpe) e dal suo presidente Francesco Carcioffo per il rilancio del territorio dopo l’emergenza Covid-19. Ma Carcioffo assicura che non c’è alcuna “discesa in politica”: «Non faremo una lista per le prossime elezioni comunali – scherza –. Facciamo solo ciò che i Comuni non riescono a fare per mille motivi, tecnici e burocratici, non per mancanza di volontà».

Per chi non conoscesse il progetto, è nato alla fine del lockdown per mettere insieme aziende, sindacati, istituzioni e realtà del mondo sociale come Ciss e Diaconia valdese. Lo scopo è creare tavoli di lavoro per arrivare a proposte concrete, che permettano di rilanciare il territorio e superare la crisi economica figlia dell’emergenza sanitaria.

Barbero ha chiesto lumi sul progetto, facendo un parallelo con gli Stati generali convocati dal presidente del Consiglio Conte qualche giorno fa: «“Ripartiamo insieme” è una sorta di Stati generali del Pinerolese? Perché se questi li avesse convocati il presidente della Cassa depositi e prestiti, Conte si sarebbe incazzato».

Il sindaco Luca Salvai ha ribattuto: «Il consigliere Barbero ha capito il problema. Non è che il sindaco di Pinerolo non si sia arrabbiato. Non sono uscito pubblicamente, per evitare strappi istituzionali».

Il primo cittadino ha anche precisato di aver ricevuto il ruolo di coordinare il tavolo dell’urbanistica e della pianificazione territoriale, «ma, se non ci fosse stata la pandemia, probabilmente non so quanto avrei avuto accesso a quel tavolo».

Il riferimento è al fatto che Cpe aveva già sottoscritto un “Patto per il lavoro” con i sindacati, in cui Pinerolo non era stato coinvolto e aveva iniziato un discorso di rilancio complessivo del territorio. Salvai ha anche puntualizzato: «Finché il Consorzio si occupa di questioni aziendali e di collaborazione tra imprese va benissimo, ma stavolta si è allargato, perché non deve occuparsi di questioni sociali o del welfare. Per questi temi ci sono altri enti come Comune, Ciss...».

Mai in Consiglio comunale a Pinerolo, negli ultimi anni, si era parlato apertamente di un’intromissione del Cpe e del suo presidente in politica. Carcioffo, che è anche amministratore delegato e direttore di Acea pinerolese industriale, non ci sta a questa ricostruzione: «Il Consorzio non è composto solo da aziende, ma ci sono anche enti, come il Comune di Pinerolo, inoltre il progetto “Ripartiamo insieme” non è un’iniziativa politica, ma un’occasione per portare diversi attori a dialogare attorno a tavoli di lavoro, tanto che sono coinvolti Comuni, aziende, sindacati, Regione, Città metropolitana, Asl, Ciss, Diaconia valdese e così via».

E aggiunge: «Personalmente è un’iniziativa di cui mi vanto e non è un’invasione di campo, ma qui viene fuori il tipico atteggiamento alla pinerolese: se fai qualcosa, ti dicono che non dovevi farlo, e così si ha l’alibi perfetto per non fare nulla».

Marco Bertello

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