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Cronaca | 23 maggio 2020, 10:43

Gli affondi ripetuti contro il vescovo di Pinerolo: «Sono visioni diverse della Chiesa»

Il giornale cattolico La Nuova Bussola Quotidiana prende periodicamente di mira monsignor Olivero per le sue azioni e posizioni. Ultima la scelta di rinviare le Messe a lunedì 25

Gli affondi ripetuti contro il vescovo di Pinerolo: «Sono visioni diverse della Chiesa»

Da quando è stato nominato vescovo di Pinerolo, monsignor Derio Olivero è stato più volte al centro di diversi articoli del giornale online “La Nuova Bussola Quotidiana”. Il gruppo di giornalisti cattolici ha dedicato sei articoli in questi anni al vescovo, stigmatizzandone alcuni comportamenti.

«Il tutto parte dal mio addio a Fossano, nell’ottobre del 2017, per fare l’ingresso a Pinerolo. Quando ho dovuto salutare la comunità, mi sono messo in ginocchio e i fedeli mi hanno benedetto – ricorda monsignor Olivero –. Era un piccolo gesto che richiamava il grande gesto del Papa, quando è uscito la prima volta sul balcone».

Da allora periodicamente il vescovo viene criticato: dalla messa con i valdesi al Credo non recitato nella Messa dei popoli della scorsa Epifania, fino all’affondo sulla scelta di rinviare le Messe di una settimana.

Il Governo ha infatti consentito ai fedeli di ritornare in chiesa per le celebrazioni da lunedì 18, ma monsignor Olivero ha rinviato il tutto di una settimana. Per una questione di prudenza. Lui infatti ha sperimentato in prima persona il Covid-19 ed è stato intubato diversi giorni. Nella sua lettera ai sacerdoti ha spiegato la sua posizione sul rinvio di una settimana delle funzioni, esortandoli a curare le relazioni e prestare attenzione ai poveri, altrimenti la riapertura sarebbe stata posticipata.

La sua scelta è stata oggetto di un duro articolo della Nuova Bussola Quotidiana dal titolo forte “Ricatti e burocrazia: quei vescovi che non riaprono”. Buona parte del testo è stata dedicata a lui con un affondo ben preciso: “Insomma, tra impedimenti burocratici presentati come insormontabili e motivazioni sanitarie non dimostrate e false, a Pinerolo e dintorni la Messa può aspettare”. E si parla espressamente di “ricatto” per la riapertura vincolata alla cura delle relazioni e all’attenzione ai poveri.

L’attacco ha suscitato la reazione dei fedeli, ma monsignor Olivero non si scompone di fronte alle forti critiche: «Sono due visioni di Chiesa assai diverse. C’è chi vede il vescovo come autorità piramidale, ma non è l’idea del Vangelo, del Concilio Vaticano II e del Papa». Da tempo circolano indiscrezioni sulla possibilità che il vescovo di Pinerolo sostituisca tra un anno l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia. Non è che le pressioni e le critiche forti sono collegate a questa eventualità? «Se fosse così, tutti possono stare tranquilli. Non c’è pericolo che diventi arcivescovo di Torino, perché non ne ho le capacità e il Papa, che è saggio, non penso faccia una scelta simile – risponde –. Inoltre io sto bene a Pinerolo e voglio rimanere qui fino a 75 anni».

Marco Bertello

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