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Cronaca | 21 maggio 2020, 19:44

Ha riorganizzato i Vigili del fuoco di Luserna San Giovanni: dopo 41 anni Sergio Giacotto va “in pensione”

Ieri sera il distaccamento ha salutato, sull’attenti e a sirene spiegate, lo storico volontario. Lui racconta le soddisfazioni, i momenti più drammatici e le incognite per il futuro

Ha riorganizzato i Vigili del fuoco di Luserna San Giovanni: dopo 41 anni Sergio Giacotto va “in pensione”

Mezzi a sirene spiegate e l’intero distaccamento sull’attenti, così i Vigili del Fuoco volontari di Luserna San Giovanni ieri sera hanno ringraziato Sergio Giacotto per i sui 41 anni di attività. Un momento commovente per il volontario lusernese conosciuto anche per il suo passato da giocatore di hockey e come vigile urbano in paese. Giacotto compie oggi 61 anni e raggiunge così il limite d’età per il volontariato nel Corpo; ieri mattina il suo ultimo intervento a Torre Pellice per soccorrere un’anziana infortunata in casa. In 41 anni di attività ha visto cambiare – e contribuito a migliorare – il servizio dei Vigili del Fuoco volontari e intravede incognite sul futuro dei distaccamenti.

«L’obiettivo è sempre stato uscire dalla caserma in 5 e ritornare tutti e quanti assieme, concludendo quindi positivamente l’intervento ma senza farsi del male. Ammetto però che davanti a certe urgenze viene l’impulso di mettere a rischio anche la propria vita» così Giacotto evoca i vissuti più drammatici. E momenti di questo genere ce ne sono stati tanti negli ultimi 41 anni del distaccamento di Luserna dei Vigili del Fuoco volontari: «In quei casi si torna in caserma con i “musi lunghi”, abbattuti, pur avendo portato a termine l’operazione. Gli incidenti stradali in cui sono coinvolti i bambini sono tra i momenti più drammatici, così come è doloroso il ricordo dell’intervento per estrarre dalle macerie della propria casa la famiglia vittima della frana del 2008 a Villar Pellice».

Tuttavia i 41 anni di volontariato sono segnati anche da soddisfazioni. Come capo distaccamento, Giacotto è stato capace di riorganizzare l’attività in modo da renderla più efficiente e al contempo migliorare la conciliazione dei tempi della vita privata con quelli del volontariato. «Fino a una decina d’anni fa dovevamo tenere a portata di mano sempre il cercapersona per essere rintracciabili in caso di necessità – ricorda Giacotto –. Dato che però ognuno di noi, naturalmente, ha proprie esigenze e vite private, ho deciso di organizzare delle squadre di volontari disponibili a turni. A chi doveva svolgere il turno festivo che partiva dalle 20 del sabato sera e finiva alle 22 della domenica, inoltre, abbiamo dato a disposizione i locali per dormire. È stato necessario anche perché alcuni arrivano da altre zone, ci sono residenti a Frossasco, Pinerolo, oppure in Val Chisone».

La riorganizzazione è stata necessaria anche perché quando è entrato nel distaccamento gli interventi erano circa 60 all’anno mentre oggi sono passati a 300 con punte a 450 negli anni caratterizzati da incendi e alluvioni. Anche il numero di volontari è aumentato ma non in maniera così repentina: nello stesso arco di tempo è passato da 14 a 28. E proprio sul tema dei volontari, Giacotto lancia l’allarme: «Il problema è che ci sono pochi giovani ma la responsabilità non è loro: è troppo lungo l’iter per essere ammessi nei distaccamenti: so di alcuni che hanno aspettato anche 5 o 6 anni una risposta. Oltretutto, magari per 3 anni non vengono proposti i corsi d’ingresso così le persone preferiscono impegnarsi in altro».

In pensione dall’attività di soccorso, Giacotto rimane però attivo nella Federazione nazionale Vigili del Fuoco onlus.

Elisa Rollino

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