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Cronaca | 21 maggio 2020, 14:52

Edilizia, riaprono 8 cantieri su 10, ma il calo di fatturato è stato del 70%. L'8% dei ricavi per i costi di sanificazione

Gandolfo (Confartigianato Piemonte Costruzioni): "Gravi preoccupazioni per il futuro, pesano insicurezza e confusione". Intanto Razzetti è il nuovo presidente del Collegio Aniem di Api Torino

Edilizia, riaprono 8 cantieri su 10, ma il calo di fatturato è stato del 70%. L'8% dei ricavi per i costi di sanificazione

Con la Fase 2 riparte anche l'edilizia, ma il dopo-lockdown porta con sé non poche difficoltà. Dalle incertezze sulle regole da osservare alla carenza di liquidità per le aziende: il ventaglio di punti interrogativi è piuttosto ampio. Una situazione - secondo Confartigianato Imprese Piemonte - che riguarda circa otto cantieri su dieci che hanno riaperto in questi giorni, con una flessione di fatturato, spalmato nei mesi di marzo, aprile e maggio, di circa il 70%. A livello di imprese, si tratta di 49mila aziende con 150mila addetti, di cui 24mila soltanto a Torino e provincia.

“L’effetto Covid si fa sentire pesantemente sulle imprese artigiane, anche su quelle che sono ripartite prima. – commenta Luciano Gandolfo, presidente Confartigianato Piemonte Costruzioni -. L’edilizia è ferma al palo e su di essa grava anche un decennio di crisi durissima che le ha decimate. Inoltre, l’effetto psicologico di paura rallenta tutti gli investimenti e la progettualità. Lo sblocco del lockdown non ha significato per l’edilizia la ripresa appieno dell’attività, pesa ancora sul comparto l’insicurezza e la confusione”.

"Ora che abbiamo riaperto i cantieri – continua Gandolfo - intravediamo i contorni di una crisi senza uguali. I timori sul futuro sono concreti e preoccupanti. Una crisi epocale richiede provvedimenti straordinari. Il momento è delicato e serve un'iniezione di liquidità che rianimi il mercato edilizio".

Dalle imprese edili del territorio emergono numerose difficoltà nella gestione dei cantieri. La principale è la copertura dei costi aggiuntivi per la sicurezza dei lavoratori e per il tempo impiegato quotidianamente a sanificare locali e servizi. Si valuta che l’8% dei ricavi di un appalto venga destinato alla sanificazione del luogo di lavoro. "Non sempre è facile reperire i dispositivi di protezione, inoltre lavorare con le mascherine sotto il sole è un disagio - conclude Gandolfo - Ogni mattina viene misurata la temperatura a tutti i dipendenti, ma, per la privacy, la legge non obbliga a redigere un verbale, quindi se un dipendente si dovesse ammalare di covid-19 il datore di lavoro potrebbe essere civilmente e penalmente responsabile. Anche se recentemente l’INAIl ha fatto in parte retromarcia rispetto alla responsabilità del datore di lavoro, occorre un atto legislativo superiore, ovvero una legge, per normare con precisione la materia”.

E dal fronte delle piccole e medie imprese, Marco Razzetti - nuovo presidente del Collegio Edile Aniem di API Torino - commenta: "L’edilizia è tra i comparti più colpiti dall’emergenza economica, non solo da quella generata da Covid-19 ma più in generale da una lunga congiuntura negativa che ha bloccato il settore da tempo". E aggiunge: "Assumere un incarico così importante in questo momento rappresenta una grande responsabilità, visto che facciamo parte di uno dei potenziali motori di sviluppo per tutta l’economia al quale, tuttavia, occorre fornire il giusto carburante in termini di appalti e possibilità di crescita". 

Razzetti, che sostituisce Alessandro Frascarolo per molti anni presidente del Collegio Edile, aggiunge: “E’ mia intenzione non solo proseguire lungo un percorso già avviato di valorizzazione della nostra categoria, ma anche impegnarmi in nuove interlocuzioni con le istituzioni locali e le altre componenti del sistema produttivo locale e nazionale, così da trovare nuovi spazi per le piccole e medie imprese edili non solo nel sistema degli appalti ma anche per quanto concerne gli  interventi destinati al miglioramento delle infrastrutture del territorio e dell’edilizia privata. Sono convinto che le nostre imprese hanno un patrimonio di professionalità e di capacità di intervento che non deve andare perso”. 

 

M.Sci

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