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BuonGiro | 09 maggio 2024, 07:00

Chi di velocità ferisce, di velocità "perisce", Thomas vola e i velocisti stessi imbrigliano Milan

Nessun accordo nel gruppo tra i Lidl Trek della maglia ciclamino e gli altri treni così ha vinto il pistard francese. La Torre del Lago Puccini-Rapolano Terme si preannuncia divertente, una piccola "Strade Bianche"

Photo credits: LaPresse

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Chi di velocità ferisce, di velocità perisce. Si può riassumere così il finale della Genova-Lucca. 

Benjamin Thomas, pistard francese, specialista delle gare di endurance su pista, plurimedagliato mondiale e bronzo olimpico nell'americana, è stato sottovalutato. Un motivo però c'è.  In gruppo hanno vivacchiato, come spesso accade in una piattona, ma al momento giusto il treno della Lidl Trek di sua maestà velocità Jonathan Milan non ha trovato appoggi dalle altre squadre per accorciare i tempi e rientrare sui fuggitivi tra i quali proprio il velocissimo Thomas della Cofidis.

Silvio Martinello, gregario di Mario Cipollini  alla Mercatone Uno e alla Saeco (e per altro anche lui ex grande pistard, campione olimpico ad Atlanta 96) lo ha dichiarato a fine corsa: "Anche ai nostri tempi non trovavamo aiuti dalle altre squadre perché Mario era sempre l'uomo da battere". Così come è ora il 23enne friulano. Una cosa mi sono chiesto io però, forse anche da profano delle dinamiche di gruppo: ma una squadra avversaria non dovrebbe chiaramente avere l'obiettivo di vincere la tappa? Perchè non tirare e non dare i cambi per mettere i bastoni tra le ruote di Milan? Groves per esempio era rimasto senza compagni ed era l'unico fose giusticato, però i treni di Merlier, Kooij, Ewan e Bauhaus che giustificazione plausibile possono avere...

Mi rendo conto che forse è un discorso da bar e sicuramente ci sono delle tattiche di squadra, ma muoversi poi quando forse è troppo tardi mi fa pensare che qualcosa sia andato storto nella gestione della tappa, andata così ad un ciclista veloce ma non un velocista. Bravi anche Valgren, Paleni e Pietrobon della Polti Kometa, che qualche cambio in più magari poteva darlo anche se l'unico modo per vincere e non rischiare di essere sverniciato (purtroppo poi è successo così) in caso di testa a testa nel finale sarebbe stato quello, cioè provare ad anticipare. 

 

IL COMMENTO TECNICO di Marco Rebagliati

6° Tappa Torre del Lago Puccini - Rapolano Terme di 180 km. La tappa dello sterrato, una piccola "Strade Bianche" all'interno del Giro. Una prima parte di tappa pianeggiante per poi iniziare un continuo saliscendi con tre settori di sterrato per un totale di 12 km su strade bianche. A 5 km dalla conclusione lo strappo di Serre di Rapolano con punte che arrivano al 20%. Tappa dove gli uomini di classifica saranno chiamati allo scoperto per evitare qualsiasi tipo di rischio e di inconveniente che ci potranno essere lungo il percorso.

Photo credits: LaPresse

Luciano Parodi

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