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Politica | 21 settembre 2022, 07:53

Marko Rus (Alternativa per L’Italia): con i soldi recuperati dalla corruzione si potrebbero sostenere progetti per la società civile

Secondo varie stime la corruzione nel settore pubblico costa all’economia italiana circa 237 miliardi ogni anno, ovvero il 13% del Pil

tavolata di personaggi politici

Marko Rus e Mario Adinolfi in un recente convegno del Popolo della Famiglia

"Il costo della corruzione in Italia è elevatissimo, sia per i suoi volumi finanziari che per gli effetti negativi sulla società e le misure da adottare per combatterla sono urgenti, ma vanno a rilento". Questo l'allarme lanciato da Marko Rus, Alternativa per l'Italia.

 

Secondo varie stime la corruzione nel settore pubblico costa all’economia italiana circa 237 miliardi (Rand 2021) ogni anno, ovvero il 13% del PIL. Per capirne il peso basta il confronto con la spesa in un settore pubblico importante; nel 2022 il costo complessivo della sanità pubblica e privata ammontava a circa 124 miliardi, cioè il 7,5% del PIL.

In base a valutazioni del governo di Mario Draghi la corruzione ha effetti negativi economici, finanziari e sociali decisamente importanti, su tutte le attività pubbliche e private:

meno investimenti in beni e servizi, costi più elevati degli stessi

riduzione dell’occupazione

riduzione dei redditi e dei consumi

meno entrate fiscali

lievitazione dei costi in generale.

Il fenomeno della corruzione ha anche gravi effetti finanziari, perché sugli importi percepiti i corrotti non pagano tasse, ed esportano i capitali all’estero, nei paradisi fiscali. Purtroppo, la cooperazione fra i vari paesi, anche all’interno dell’Unione Europea, lascia ancora molto a desiderare e manca di seria efficacia. Anche i relativi procedimenti penali in Italia sono farraginosi, lenti e spesso decadono per prescrizione dei termini. Da notare anche che molta parte delle spese dello stato sono finanziate da debiti, anche verso la Unione Europea. Nel bilancio di previsione dello stato per il 2022 gli interessi passivi sono circa 84 miliardi, a cui bisogna aggiungere quelli pagati da enti locali e le partecipate, consociate ed enti delle varie amministrazioni centrali e locali. È evidente che i costi provocati dalla corruzione contribuiscono anche agli interessi passivi.

Transparency International, una ong con sede a Berlino, ogni anno pubblica la statistica degli indici di percezione della corruzione (CPI) in 180 paesi del mondo. Sono basati su vari criteri di stima, omogenei e scientifici. Nel sistema 100 indica zero corruzione, “very clean,”e  0  “higly corrupt”. Il rapporto più recente è stato pubblicato il 25 gennaio 2022; in esso l’Italia è nel gruppo:59-50: Latvia, Slovenia, Italia (56), Polonia, Repubblica Ceca, Malta, Slovacchia.

Secondo questi dati l’Italia è nel 42 gruppo, dove ai primi posti sono i paesi con meno corruzione, cioè più vicini a 100. Dal 2012 l’Italia ha migliorato ogni anno la valutazione del CPI, da 43 nel 2012 a 56 in 2021, ma rimanendo di parecchio sotto la media europea del CPI di 66. Il Bel Paese rimane ancora fra i paesi europei con la corruzione più alta. 

Se la corruzione fosse ridotta ai minimi termini tantissimi miliardi sarebbero disponibili ogni anno per investimenti a lungo termine essenziali per il bene comune, in primis in istruzione e educazione, nella sanità, la viabilità e i trasporti; nel patrimonio storico e artistico, per la protezione dell’ambiente e la riduzione dei rischi idrogeologici, per la riduzione delle emissioni nocive, per il clima ecc. Inoltre, l’Italia deve investire in maniera decisa per migliorare l’efficacia e l’efficienza della pubblica amministrazione, a tutti i livelli e ridurne i costi; combattere la criminalità organizzata, ridurre il traffico di organi e di esseri umani; combattere l’estesa evasione fiscale e la corruzione, nonché l’usura e l’estorsione; investire fondi adeguati per la lotta alle dipendenze, da droghe, alcol, pornografia e gioco d’azzardo.

Secondo Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, "per il breve termine il partito ha articolato le proprie priorità per azione e investimenti in funzione della dignità della vita, dei bisogni delle famiglie e dei gruppi di persone meno abbienti".

proteggere la vita dal concepimento alla morte naturale

assicurare più famiglie naturali, nel matrimonio di uomo e donna

promuovere la natalità sul piano culturale ma anche con misure finanziare quali il reddito di maternità, il quoziente famigliare, sussidi per asili nido e scuole d’infanzia, attività sportive, la scolarità, ecc. 

aumentare le pensioni più basse a un livello ragionevole in funzione del costo della vita

provvedere fondi adeguati agli anziani, soli, malati, invalidi o meno, sia per supporto a domicilio dove necessario, sia nelle residenze per anziani 

assicurare adeguati sussidi durante gli effetti della pandemia a imprese famigliari, artigiani, commercianti, professionisti e agricoltori 

provvedere fondi per le attività del terzo settore.

Come descritto qui sopra la corruzione in Italia è un fenomeno esteso ed estremamente gravoso per le finanze pubbliche, a tutti i livelli, a scapito della quantità e della qualità dei beni prodotti e dei servizi resi. Cioè il costo della corruzione non è dato solo dalla corruzione pagata a dirigenti disonesti, ma dal costo totale dei beni e servizi acquistati dalla pubblica amministrazione per effetto delle pratiche corruttive, a costi più elevati e tenendo conto dei costi supplementari per lavori e prestazioni eseguiti male, ecc.

Essa richiede un cambiamento dei valori etici sia di chi percepisce i fondi e altri vantaggi nella pubblica amministrazione sia di chi tali fondi e vantaggi eroga. 

Sono necessari sistemi ed azioni organizzati a livello centrale per controllare l’introduzione di adeguati sistemi di “governance”, supervisione, rendicontazione e controllo sulle attività di acquisto di beni e servizi. Le attività di indagine da parte del sistema giudiziario devono essere rese più efficaci e rapide, compresa la confisca cauzionale di beni durante le prime fasi delle indagini. 

Infine, l’Italia deve essere più attiva a livello europeo per concordare norme che permettano indagini internazionali coordinate, rapide ed efficaci in tutti i paesi dell’Unione Europea, e ciò non solo a riguardo della corruzione, ma anche per l’evasione fiscale, e le attività illecite delle criminalità organizzate, le varie mafie ecc., attività spesso fra di loro strettamente collegate.

Per informazioni e contatti segui la pagina: https://www.facebook.com/pdfpiemonte 

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