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Viabilità e trasporti | 22 marzo 2022, 19:52

“La Regione non vuole il treno, ma così ci tassa”

L’aumento del costo del carburante fa insorgere i sostenitori della ripartenza della tratta Pinerolo-Torre Pellice: “Non abbiamo alternative e dobbiamo usare la nostra auto, sostenendo il peso economico”

Un tratto della Pinerolo-Torre Pellice

Un tratto della Pinerolo-Torre Pellice

Contestano la posizione della Regione, contraria al treno, e la accusano di aver messo di fatto “una ‘tassa’ per i pendolari della Val Pellice”. I sostenitori della ripartenza della tratta Pinerolo-Torre Pellice, sospesa dal 2012, hanno diffuso una nota dove sollevano il problema del costo del carburante, che si scontra con la mancanza di alternative concrete di trasporto pubblico per chi vive in vallata.

“L’aumento del prezzo dei carburanti pesa in modo insostenibile su chi deve viaggiare in auto e in particolare sui pendolari che non dispongono di valide alternative di trasporto – denunciano –. È il caso della Val Pellice, dove i bus 901 sostitutivi del treno sono lenti, sovraffollati nelle corse utilizzate dai pendolari e non garantiscono la coincidenza con i treni per Torino, che partono da Pinerolo. Così lavoratori e studenti devono viaggiare in auto tra la valle e Pinerolo, con una spesa che diventa sempre più elevata. Il prezzo dei biglietti del pullman è già cresciuto, e probabilmente aumenterà ancora per il caro-gasolio”.

La lettera è firmata da Comitato TrenoVivo Val Pellice, Associazione ferrovie piemontesi, Legambiente Piemonte-VdA, Val Pellice, Pinerolo, Barge e GreenTo, Progetto Trattoxtratto, Salvaiciclisti pinerolese, associazione Rita Atria Pinerolo, Osservatorio 0121 - Salviamo Il Paesaggio, Invalpellice, Fridays for Future Val Pellice e Pinerolo e Comis (Coordinamento per la mobilità integrata e sostenibile). Al suo interno si evidenzia come “La nostra ferrovia può servire un bacino di 43mila utenti ed è a trazione elettrica, quindi meno energivora e meno inquinante dei bus; inoltre sarebbe alimentata con energia da fonti rinnovabili, già oggi al 40% e che si spera in rapida crescita nei prossimi anni”. Una situazione ai loro occhi ben diversa da quella preferita dall’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, che predilige una pista per bus a idrogeno, al posto dei binari, affiancata da una ciclabile.

“È una soluzione da oltre 25 milioni di euro e che richiederebbe diversi anni per essere attivata. Mentre bisogna rispondere il prima possibile al problema dei cambiamenti climatici e al costo degli spostamenti per chi lavoro – ribadisce Furio Chiaretta, componente di TrenoVivo Val Pellice –. Ora è il momento di decidere la riapertura della tratta, che sarebbe a cura di Rfi e che richiederebbe tempi nettamente minori”.

Gabusi, però, al momento, non intende commentare la presa di posizione dei sostenitori del treno e la loro richiesta.

Marco Bertello

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