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Cronaca | 30 aprile 2021, 10:25

I giostrai bloccano la tangenziale di Torino: "Fateci riaprire o falliamo" [FOTO e VIDEO]

Traffico paralizzato dagli esercenti dei luna park: "Le giostre sono all'aperto e costantemente igienizzate, perché non far riaprire anche noi? Siamo fermi da 13 mesi"

Giostrai in protesta

La protesta dei giostrai sulla tangenziale di Torino

Il luna park trasloca in tangenziale, ma questa volta il divertimento non è assicurato per nessuno. Singolare protesta degli esercenti dei luna park piemontesi, che questa mattina hanno letteralmente bloccato la tangenziale di Torino, mettendo i propri mezzi in testa a un lungo serpentone di auto "obbligato" a procedere a passo d'uomo.

Una protesta eclatante, una contestazione forte, per accendere i riflettori riguardo a una situazione disperata. I giostrai, infatti, sono fermi da 13 mesi e, secondo le ultime disposizioni del Governo, non potranno ripartire fino al 1° luglio. Una data fissata troppo avanti nel tempo, a detta degli stessi esercenti dei luna park.

"Siamo costretti a creare qualche disagio perché il Governo si attivi per affrontare la situazione con approccio razionale e fondato sui dati. È inspiegabile la penalizzazione di questa attività all'aperto rispetto a tutte le altre categorie commerciali e sportive", tuona Ferdinando Uga, presidente nazionale Anevs-Agis. "La decisione di posticipare la nostra riapertura al 1° luglio è una condanna al fallimento per centinaia e centinaia di imprese, che hanno bisogno di almeno un mese per organizzare un luna park, per gli aspetti burocratici".

A peggiorare un quadro già di per sé drammatico, il rischio di gettare le imprese nelle mani dell'usura. Ecco perché, dai giostrai in processione sulla tangenziale di Torino, si leva una richiesta ben precisa: "La decisione di prevedere una data di riapertura così differita nel tempo rispetto alle attività al chiuso è del tutto irrazionale e priva di argomentazioni basate su evidenze scientifiche. Le giostre sono all’aperto, presidiate da operatori e continuamente igienizzate nel totale rispetto delle linee guida governative, che prescrivono l’obbligo della mascherina, il rispetto del distanziamento sociale e la sanificazione delle mani e di tutte le attrezzature".

"Chiediamo di poter tornare a lavorare in sicurezza: dobbiamo tornare a far sorridere e a portare spensieratezza al nostro pubblico di giovani, famiglie e bambini" conclude Uga.

"Dobbiamo dare un segnale, esistiamo e paghiamo le tasse: ci spiace fare una forzatura così, ma questa situazione non si può più tollerare, non possiamo più permetterci di stare fermi" racconta Tommy Cardarelli, manifestante del Circo Americano Togni. "Non possiamo attendere la ripartenza: i nostri figli stanno cercando altri lavori, i 40enni non ne trovano. E' impensabile andare avanti così" spiega uno dei rappresentanti dei manifestanti torinesi.

Andrea Parisotto

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