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Attualità | 28 aprile 2021, 16:42

“Mi spiace ma per me, prima del lupo, c’è la tutela dell’uomo di montagna”

Deidier spiega le ragioni delle sue dimissioni e la Regione si prepara a un confronto con i Comuni dei Parchi Alpi Cozie

Parchi Alpi Cozie

“Mi spiace ma per me, prima del lupo, c’è la tutela dell’uomo di montagna”. Questa frase riassume le motivazioni che hanno spinto Mauro Deidier a lasciare la carica di presidente dell’Ente Parchi Alpi Cozie. Dopo poco più di 6 mesi dalla sua nomina. Dimissioni che sono arrivate da un letto di ospedale, perché è ricoverato per Covid, e sono state comunicate ieri alla riunione online del Consiglio direttivo.
Dall’inizio del suo mandato, Deidier aveva teso la mano ai pastori, che si lamentano della presenza di animali selvatici, in particolar modo i lupi, che vedono nemici delle loro greggi. E nelle scorse settimane aveva ingaggiato anche una battaglia sul progetto Life Wolfalps, che era finita anche in Regione per un incontro con Parco Alpi Marittime che coordina il progetto.

Le tensioni, però, erano molte anche in seno all’Ente che gestisce le risorse naturali delle Alpi Cozie e Deidier nella sua lettera di dimissioni non lo nasconde: “Ho constatato che non è possibile portare avanti, senza continue tensioni e contrasti interni in primis con la Direzione dell’Ente, i molti obiettivi che mi ero preposto in attuazione delle indicazioni della Comunità delle aree protette ed in coerenza con gli attuali indirizzi regionali – scrive –. In particolare con il Direttore dell’ente ho riscontrato visioni gestionali diametralmente opposte e difficili da contemperare, che hanno pregiudicato il normale svolgimento delle attività prefissate pur nel rispetto dei diversi ruoli”.

Nella sua lettera il presidente uscente ha ribadito la sua visione di parco naturale alpino: “A mio parere, accanto alla mera funzione di tutela, di studio e di ricerca fine a se stessa, dovrebbe salvaguardare e tutelare anche chi ancora vive e lavora in montagna. In questi anni, in Parchi come le Alpi Cozie, si è radicato un sistema che ha finito per orientare l’impiego di gran parte delle risorse economiche e professionali, nella prevalente funzione di conservazione e di burocratica applicazione di norme vincolistiche, senza attivare significative azioni di sviluppo e di tutela della presenza dell’uomo e delle sue fragili attività economiche”.

Deidier ha scelto anche di farsi da parte, perché dopo l’esperienza della malattia non avrebbe più avuto le forze per entrare in un ambiente pieno di tensioni: “Non voglio rovinarmi la salute e l’età della pensione”.

Le sue dimissioni non sono arrivate come un fulmine a ciel sereno: “Sapevo della sua scelta e la capisco – spiega Fabio Carosso, vice presidente della Regione, che si occupa del tema dei Parchi –. Ora si aprirà un confronto con i Comuni del territorio, per arrivare a un nuovo bando per la scelta del suo successore. Un processo che durerà qualche mese”.

E il confronto è auspicato dal sindaco di Pragelato Giorgio Merlo, per fare chiarezza: “Con queste dimissioni entra in discussione il futuro di questo ente, in particolare sul versante del rapporto con le singole Amministrazioni locali. E, nello specifico, della concreta gestione e sviluppo del territorio. Noi continuiamo a pensare che il Parco rappresenti una risorsa importante per lo sviluppo del territorio montano di riferimento. Ma se dovesse prevalere e consolidarsi un approccio opposto ed alternativo, più che una risorsa diventerebbe chiaramente un ostacolo”.

Marco Bertello

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