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Attualità | 21 aprile 2021, 14:40

Il lavoro che manca e la criminalità preoccupano i piemontesi più dell'inquinamento e delle tasse

I risultati di un interessante studio svolto da Ires Piemonte condotto all'inizio del 2021. In crescita la solitudine, complice il lockdown

cartello cerco lavoro

Le difficoltà nel trovare lavoro e la criminalità preoccupano i piemontesi più dell'inquinamento e delle tasse

Il lavoro (che spesso non c'è, ancora di più dopo la pandemia) resta la principale preoccupazione per i piemontesi. Lo dimostrano i dati del sondaggio svolto da Ires, secondo il quale la difficoltà legata a trovare occupazione angustia il il 27,1% degli intervistati è in cima ai principali problemi registrati a inizio 2021

Il dato è praticamente identico a quello dello scorso anno, anche se con una lieve diminuzione (era 27,8% quello nel 2020). Subito dopo vengono criminalità e sicurezza con il 22,8% (era il 24,7% nel 2020), quindi l'inquinamento con il 21,8% (in netto calo rispetto al 29,9% nel 2020) e le tasse troppe alte col 21% (anche in questo caso in calo rispetto al 26,8% nel 2020).

Il problema del lavoro è da anni tra quelli maggiormente segnalati dai Piemontesi. Certamente le limitazioni imposte dalla pandemia a molte attività economiche contribuiscono a farne il primo elemento di preoccupazione nel 2021. In proposito è bene ricordare che la pandemia ha colpito attività, quali ad esempio il turismo e la ristorazione, che avevano resistito bene alla lunga crisi economica degli anni precedenti. Non a caso tra categorie che esprimono maggiore timore per il lavoro, oltre ai giovani ed ai disoccupati, compaiono nel 2021 i commercianti.

Nel complesso, comunque, rispetto al 2020 diminuisce la preoccupazione per ogni motivo salvo la solitudine (da 9 a 11,3%), altro aspetto che può essere facilmente collegato alla riduzione dei contatti personali imposta dalla pandemia; le preoccupazioni ambientali (inquinamento, cambiamento climatico) sono quelle che diminuiscono di più.

La percezione dei Piemontesi sembra quindi segnata dallo stato d’animo causato dalla pandemia e dai rischi connessi, che probabilmente spingono ad un generale ridimensionamento delle altre paure, soprattutto quelle che possono essere sentite come più lontane dal particolare “quotidiano” di questi mesi così difficili.

redazione

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