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Economia e lavoro | 15 aprile 2021, 18:17

Stellantis e Torino, Appendino scrive a Draghi: "Il governo difenda il futuro dell'auto in città"

E mentre i vertici del Gruppo incontrano i sindacati, l'assemblea degli azionisti approva i bilanci 2020 di Fca e Psa e dispone un dividendo straordinario da un miliardo di euro

Catena di montaggio di Mirafiori

Si tiene oggi a Torino l'incontro tra i vertici di Stellantis e i sindacati metalmeccanici

Una giornata densa di significati, nel rapporto tra Torino e il mondo dell'automobile. Se infatti i vertici di Stellantis sono oggi in città per incontrare i rappresentanti dei lavoratori, proprio in queste ore si sono ritagliate spazio nel dibattito sia la presa di posizione della sindaca di Torino, Chiara Appendino che le decisioni assunte in occasione dell'assemblea degli azionisti del nuovo Gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fiat Chrysler e Psa.

Appendino scrive a Draghi e Giorgetti: "Il Governo difenda l'auto a Torino"

La prima cittadina ha scritto al premier Mario Draghi e al Ministro per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, rivendicando una maggiore tutela nei confronti del capoluogo piemontese e della sua vocazione industriale. "Nei giorni scorsi Carlos Tavares ha auspicato, con l'aiuto del Governo transalpino, di fare della Francia la nazione dell'auto. (...) Per quanto riguarda l'Italia e la città che ho l'onore di rappresentare, per il momento solo silenzio. Torino merita di essere tutelata dal punto di vista dell'occupazione e da quello del suo innegabile ruolo di punto di riferimento mondiale del settore auto". E ha aggiunto: "Vi chiedo di prevedere l'uso di parte delle risorse previste dal Recovery Plan proprio per permettere alla mia città di continuare nel suo percorso". 

Una presa di posizione che ha però incontrato le critiche di Fratelli d'Italia: "Meglio tardi che mai, ma quella della sindaca è un’azione d’ufficio tardiva - ha detto la parlamentare Fdi, Augusta Montarulie se i posti di lavoro vanno all’estero Appendino e il M5s ne sono politicamente responsabili. Durante la fusione lei e i suoi Ministri "amici" non hanno mosso un dito per pretendere a favore dell’Italia. Mentre la Francia chiedeva, il Governo italiano stava zitto".

Dividendo straordinario per gli azionisti: c'è l'ok 

Nelle stesse ore, peraltro, l'assemblea generale annuale degli azionisti ha adottato tutte le risoluzioni proposte, oltre ad aver dato il via libera al bilancio 2020 di Fca e Psa. Tra queste, la proposta di distribuzione straordinaria pari a 1 miliardo di euro ai detentori di azioni ordinarie, come previsto dal Combination Agreement stipulato da Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot lo scorso 17 dicembre 2019. La distribuzione proposta prevede il pagamento ai detentori di azioni ordinarie di 0,32 euro per ogni azione ordinaria in circolazione. Nessun dividendo ordinario, invece, a causa del Covid.

Agli azionisti, l'amministratore delegato Carlos Tavares ha garantito un "piano strategico di lungo periodo che sarà presentato tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022. Sarà un piano offensivo, con una strategia vincente anche per il mercato cinese". E sulle sinergie: "Abbiamo iniziato con il piede giusto: si vedono già i primi risultati della fusione". Mentre per l'8 luglio è fissato l'appuntamento con l'Electrification day, con l'obiettivo che resiste - nel 2021 - di raddoppiare le vendite di auto elettriche del 2020.

Incontro tra i vertici aziendali e i sindacati

In serata, infine, vertici di Stellantis e sindacati seduti attorno allo stesso tavolo. Dopo giorni di attesa (e schermaglie, legate soprattutto all'annuncio di nuovi giorni di cassa integrazione per gli stabilimenti torinesi di Mirafiori e di Grugliasco), ecco l'incontro per decifrare meglio il futuro del nuovo gruppo automotive nato dalla fusione tra Fca Psa.

A rappresentare l'azienda, Davide Mele (responsabile regione Enlarged Europe) e Pietro De Biasi, responsabile delle relazioni industriali di Stellantis.

"Con l’incontro di Torino - dicono le segreterie di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr - si è avviato un confronto che proseguirà nei prossimi mesi, a partire dalla fine di maggio. La richiesta sindacale è stata di cessare per tutte le realtà italiane la gestione unilaterale a cui stiamo assistendo in queste settimane, di scongiurare il ridimensionamento delle capacità produttive o operazioni che producano impatti occupazionali inaccettabili anche nell’indotto. Piuttosto chiediamo un confronto sul piano industriale in vigore e sulle nuove strategie vista la situazione difficile di tutto il settore. Lo stesso confronto costante dovrà tenersi sui luoghi di lavoro, affinché i recuperi sui costi non abbiano impatti negativi sui lavoratori".

"La Direzione aziendale ci ha ribadito - proseguono - che è in corso la realizzazione del piano industriale presentato due anni fa e ha manifestato la volontà di condividere il nuovo piano man mano che prenderà forma. Ha inoltre affermato di non avere intenzione di ridurre la capacità produttiva in tutto il Paese. Tuttavia non ha fugato tutti i nostri dubbi e timori, che approfondiremo nei prossimi confronti sia a livello locale sia nazionale".

Massimiliano Sciullo

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