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Economia e lavoro | 13 gennaio 2021, 11:00

Nodo trasporti: abbiamo toccato il Fondo?

Proseguono gli appelli del Comitato Bus Turistici Italiani al Governo italiano per avere una prioritaria attenzione, soprattutto nell’utilizzare queste risorse, flessibili e sparse capillarmente su tutto il territorio nazionale, permettendo così di risolvere il problema della sicurezza e nel contempo ridare lavoro agli addetti che pesano sugli ammortizzatori sociali

Nodo trasporti: abbiamo toccato il Fondo?

Come ormai noto uno dei fattori determinanti per permettere un ritorno ad una relativa normalità, con la riapertura delle scuole e delle attività in presenza, è la gestione del trasporto pubblico locale (TPL). Per scongiurare sovraffollamenti sui mezzi pubblici ed un adeguato distanziamento è necessario potenziare l’offerta di mezzi.

Da mesi ci si è finalmente accorti del grande potenziale di rinforzo attivabile sfruttando le migliaia di risorse paralizzate del comparto dei noleggiatori di bus con conducente (NCC), i cosiddetti “bus turistici”. Anche i non addetti ai lavori hanno capito che l’utilizzo di queste risorse, flessibili e sparse capillarmente su tutto il territorio nazionale, permetterebbero di risolvere il problema della sicurezza e nel contempo ridare lavoro agli addetti che pesano sugli ammortizzatori sociali, rilanciando un comparto che si sta inesorabilmente sfaldando e che non ha ancora ottenuto alcun ristoro dedicato. Infatti i pochi fondi di ristoro dedicati al Settore Trasporti su gomma sono stati dedicati interamente alle aziende operatrici del Trasporto Pubblico Locale (TPL), a compensazione dei mancati introiti durante questi mesi in cui hanno dovuto garantire comunque il servizio pubblico. Si comprende bene perché le circa 6.000 aziende italiane NCC, prevalentemente micro-piccole-medie imprese (circa 30.000 addetti, oltre agli stagionali e tutto l’indotto), che vivono sostanzialmente di turismo (di piacere, di lavoro, scolastico, sportivo, religioso, etc…), chiedono a gran voce di inserire il comparto nel Settore Turismo al quale sono stati dedicati ingenti ristori, al netto anche qui delle immancabili distorsioni e dimenticanze ai danni di alcune categorie.

Ma soprattutto, si sposta l’attenzione da ulteriori aspetti fondamentali in tema di sicurezza “Covid-proof” in ambito trasporto pubblico.

Siamo davvero sicuri che il distanziamento a bordo dei mezzi pubblici sia l’unico fattore su cui possiamo fare leva? Come si può risolvere l’affollamento alle fermate? Perché si adottano uguali misure restrittive di riempimento per bus di linea (con posti seduti e posti in piedi) e bus turistici (solo posti seduti, sistemi di ricambio dell’aria sofisticati, etc, del tutto simili agli aerei che possono riempire al 100%)?

Le proposte per risolvere queste incognite ci sono, ed anche innovative.

Qualcuno ha provato a ragionare da una prospettiva diversa, “innovativa”, partendo da un’analisi dei contesti di mobilità. In particolare da quei “macro-contesti” che maggiormente impattano sul traffico, l’affollamento dei mezzi pubblici e di conseguenza sull’ambiente, l’urbanistica, la salute collettiva generando le cosiddette “ore di punta”: il contesto scolastico (appunto!) e il contesto lavorativo.

Gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro rappresentano circa il 65% della domanda di trasporto pubblico (e naturalmente una porzione molto maggiore della domanda complessiva, considerando chi utilizza mezzi propri generando ingorghi e inquinamento).

Questa prospettiva consente di gestire e tracciare un’utenza omogenea, a differenza dal TPL convenzionale che per natura gestisce un’utenza eterogenea ed indiscriminata.

Da questa prospettiva sono nati i modelli proposti da alcune start-up innovative in Italia, come Mobitaly.biz, Bus For Fun, Bus Rapido.

Queste infatti propongono l’attivazione di un servizio “on-demand” dedicato a studenti e lavoratori, come risposta mirata, flessibile, efficace ed efficiente all’attuale scenario di rischio.

Mobitaly.biz, piattaforma collaborativa sviluppata con il supporto scientifico di Fondazione LINKS (Politecnico di Torino e Compagnia di Sanpaolo), ad esempio, è stata presa in considerazione dalla Regione Piemonte come modello per la gestione della domanda di mobilità delle scuole superiori della regione, che ha però dovuto rinunciare all’attivazione per l’impossibilità di finanziare i servizi a causa del quadro normativo descritto in precedenza. La Città di Moncalieri sta patrocinando l’attivazione di una sperimentazione di Mobitaly.biz sull’Istituto Scolastico Superiore “E. Majorana”, in seguito all’iniziativa di un intraprendente studente del secondo anno che, coinvolgendo i rappresentanti d’istituto, i docenti e la preside Dott.ssa Landi, ha eseguito un interessante sondaggio tra gli oltre 1.500 studenti rilevando la diffusa insoddisfazione sul livello dell’offerta di servizi TPL, sia prima che durante il Covid. Lo studente, raccogliendo le opinioni e le esigenze dei suoi colleghi di studio, è stato in grado di simulare un piano di trasporti in grado di rispondere con sicurezza, efficacia ed efficienza alla domanda di mobilità di gran parte di essi.

Ora che il nuovo quadro normativo permette a Regioni e Comuni di finanziare un modello di servizi come Mobitaly.biz, attingendo al Fondo, questo lavoro potrà essere revisionato applicando gli algoritmi sviluppati da Fondazione LINKS e Politecnico di Torino, e partire quanto prima nella speranza che questo “pilota” possa essere d’esempio per ulteriori applicazioni.

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