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Attualità | 28 luglio 2020, 12:40

Dopo lo sciopero alla Raspini di Scalenghe di stamattina, si apre uno spiraglio

I lavoratori dei SiCobas avranno un incontro con la proprietà e l’Italian Coop

Dopo lo sciopero alla Raspini di Scalenghe di stamattina, si apre uno spiraglio

«Noi chiediamo che ai lavoratori venga applicato l’accordo di secondo livello che il nostro sindacato ha firmato con Italian Coop». Daniele Mallamaci di SiCobas Torino spiega i motivi della protesta scattata stamattina di fronte ai cancelli della Raspini di Scalenghe. Protesta che segue il licenziamento di un lavoratore affiliato a questo sindacato: «I lavoratori che noi tuteliamo hanno un contratto multiservizi, ma di fatto svolgono un lavoro duro di logistica, che è andato avanti anche nel periodo dell’emergenza coronavirus – tratteggia Mallamaci –. In magazzino si è creato un clima intimidatorio e, dopo il licenziamento ingiusto di ieri, noi abbiamo dovuto rispondere».

I lavoratori non sono dipendenti diretti di Raspini, ma fanno capo a Italian Coop: «Noi vogliamo che anche qui venga applicato l’accordo sottoscritto che garantisce un salario migliore e maggiori diritti agli operai, inoltre chiederemo il reintegro del lavoratore allontanato».

Lo sciopero di stamattina si è chiuso poco fa, dopo un’assemblea, che ha accolto l’apertura dell’azienda e della cooperativa: «È un gesto di distensione in vista dell’incontro che ci hanno promesso – conclude Mallamaci –. Se riusciremo a ottenere quanto spetta ai lavoratori, la lotta finirà qui, altrimenti riprenderà in maniera ancora più dura».

Marco Bertello

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