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Cronaca | 27 luglio 2020, 19:13

L’addio al pastore valdese Bouchard, l’uomo dell’8 per mille ed altre battaglie

Figura centrale della storia della sua Chiesa, nel 1984 firmò con Bettino Craxi l’intesa con lo Stato che aprì la strada anche ad altre confessioni religiose

Foto di Pietro Romeo (Riforma)

Foto di Pietro Romeo (Riforma)

Viene ricordato come figura di spicco negli ultimi 50 anni di storia della Chiesa valdese. Si è spento questa mattina a Torre Pellice il pastore Giorgio Bouchard, uomo al centro di svolte storiche nei rapporti con lo Stato e la società italiana. Originario di San Germano Chisone avrebbe tra poco compiuto 91 anni. «Nel 1984 come moderatore della Tavola valdese firmò con Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, la prima intesa tra lo Stato e una confessione religiosa diversa da quella cattolica – ricorda Gianni Genre, pastore della Chiesa valdese di Pinerolo –. Appena all’indomani del nuovo concordato stipulato con la Chiesa cattolica ciò dimostrò l’alta considerazione nei confronti del mondo valdese e aprì la strada alle intese con le altre confessioni».

Bouchard fu protagonista di battaglie anche divisive all’interno dello stesso mondo valdese, come quella per l’8 per mille dell’Irpef, che si concluse con la decisione del Sinodo nel 1991 di accedere a tali risorse. Genre evoca l’intenso dibattito interno alla Chiesa: «Molti erano contrari per un principio di laicità: avrebbero accettato solo quando l’opportunità sarebbe stata estesa anche al mondo non confessionale. Bouchard invece sostenne fortemente la necessità di accedere all’8 per mille e credo che avesse avuto ragione fin da allora». Contare su quelle risorse ha voluto dire poter svolgere numerosi progetti in Italia e nel mondo: «Dal sostegno alla memoria nei Paesi sudamericani che avevano vissuto la dittatura dei regimi fascisti fino alla lotta contro l’Aids». Proprio la Chiesa valdese nella gestione trasparente dell’8 per mille fece scuola, tanto da conquistare mano a mano molti simpatizzanti tra i non fedeli: «Basti pensare che oggi mezzo milione di nuclei famigliari in Italia firma per la destinazione alla Chiesa valdese mentre i nostri membri sono circa 25.000».

Laureato in lettere prima di impegnarsi negli studi di Teologia, Bouchard emergeva per la profonda conoscenza della letteratura internazionale e fu protagonista del dialogo con il mondo della cultura tanto da far parte del Comitato per il nascituro Centro culturale valdese. Ma fu un pastore dalla grande apertura anche verso i temi politici: «È stato un esempio di come la fede cristiana s’incarna nelle lotte, nelle aspettative e negli aneliti dell’umanità. Perché i fedeli non sono fuori dal mondo» commenta Genre. Queste le basi per alcune avventure di Bouchard dall’esito non sempre di successo: non venne eletto infatti alle elezioni politiche del 1994, quando si presentò per collegio di Pinerolo, «era vicino al Partito comunista coerentemente con il suo impegno a favore del riconoscimento dei diritti» ricorda Genre. Esemplare la sua impresa di formare una comune cristiana e militante a Cinisello Balsamo negli anni in cui fu pastore a Milano: «Era l’anima di quella comune costituita per sostenere i più poveri e che riuscì anche a dare accoglienza negli anni Settanta agli esuli cileni». Tra le sue lotte viene ricordata anche la difesa degli ospedali valdesi (fu presidente dal 1994-2003 dell’Ospedale evangelico di Torino) e per l’impegno nella nascita di Agape, il centro ecumenico di Prali.

Domani, martedì 28 alle 18 ci sarà la preghiera e saluto al tempio di Torre Pellice mentre i funerale sarà mercoledì 29 alle 10,30 al tempio valdese di Torino in corso Vittorio Emanuele 23.

Elisa Rollino

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