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| 30 giugno 2020, 15:04

La Regione unita in difesa della monoclasse di Angrogna

L’assessore Chiorino (FdI), interrogata da Canalis (Pd), ha comunicato di aver scritto all’Ufficio scolastico regionale

La Regione unita in difesa della monoclasse di Angrogna

La Regione si compatta in difesa della monoclasse cancellata ad Angrogna. A portare poco fa in Consiglio regionale la questione è stata la consigliera Pd Monica Canalis. Canalis ha chiesto alla maggioranza del presidente Alberto Cirio cosa intendesse fare per evitare la chiusura della classe, che creerebbe non pochi problemi.

Angrogna infatti quest’anno aveva due pluriclassi (prima e seconda; quarta e quinta) e una monoclasse di terza. Il 9 giugno l’ufficio scolastico regionale ha cancellato quest’ultima, eliminando anche due docenti dalla pianta organica. Un grosso problema per il piccolo paese della Val Pellice e per l’Istituto comprensivo di Torre Pellice, a cui la sua scuola elementare fa capo. Ci sono infatti troppi pochi insegnati per garantire la scuola in presenza, nel rispetto del distanziamento sociale previsto dalle norme anticontagio.

L’assessore regionale all’Istruzione Elena Chiorino (Fdi) ha risposto all’interrogazione di Canalis, spiegando di aver scritto il 23 giugno all’ufficio scolastico regionale, lamentandosi per una scelta che non tiene conto della situazione attuale e favorisce lo spopolamento delle aree montane.

“Con l’approssimarsi del nuovo anno scolastico, didattica a distanza, distanziamento sociale e denatalità sono sfide comuni a tutti le scuole italiane. Le scuole di montagna, in più, devono quasi sempre fare i conti con un endemico spopolamento che minaccia la continuità di un servizio essenziale come l’istruzione. Non è il caso di Angrogna, comune di 900 abitanti dell’alta Val Pellice, dove i bambini a settembre addirittura aumenteranno. Eppure l’Ufficio Scolastico Regionale ha comunicato che una delle tre classi deve chiudere, due insegnanti devono andar via e i bambini che erano in tre aule dovranno essere pigiati in due, alla faccia del distanziamento. Ci chiediamo con quale criterio sia stata presa questa decisione", attacca Monica Canalis, vice Segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale.

"Se il calo demografico piemontese comporta una riduzione degli insegnanti, non sia una scuola di montagna a farne le spese, visto che lì i bambini aumentano e le specificità del territorio richiedono un’attenzione particolare. Come espresso nel mio Question time discusso oggi in Consiglio Regionale, confido in una correzione di rotta e garantisco piena vicinanza alla mobilitazione dei genitori”.

Marco Bertello

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