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Attualità | 14 giugno 2021, 12:12

Finito l’anno scolastico, la filosofia resta appesa alla cinta esterna del Liceo valdese di Torre Pellice

In via Beckwith sono visibili fino al 25 giugno i pannelli frutto delle riflessioni nate in aula

Foto di gruppo mostra anno Ford 113 Torre Pellice

Un progetto didattico che diventa una mostra in modo da condividere la riflessione sull’utopia e sulla distopia iniziata in aula. ‘Anno Ford 113’ è l’esposizione frutto delle lezioni di filosofia del terzo anno del Liceo valdese di Torre Pellice e che ora sarà visitabile da tutti, perché i nove pannelli di cui è composta sono stati appesi alla cinta esterna della scuola, in via Beckwith.

Il titolo, scelto dagli studenti del corso di storia del pensiero utopistico, richiama il metodo per il conteggio degli anni in uso ne ‘Il mondo nuovo’ di Aldous Huxley, un classico della letteratura distopica su cui è stata imperniata la riflessione dei ragazzi che è partita però da utopie antiche come quella di Atlantide: “Da tre anni il corso sull’utopia è impostato in questo modo ma ora, con la pandemia, era inevitabile collegare il discorso all’attualità. Così i pannelli raccontano i temi rilevanti del libro di Huxley come il ruolo della scienza, della storia, della famiglia e della sessualità, collegandoli però a ciò che stiamo vivendo” spiega il professore di filosofia del Liceo valdese, Martino Laurenti.

Sette gli studenti che hanno lavorato all’esposizione – Gabriele Balzola, Federica Bruno, Alice Domina, Melissa Osella, Morena Rey, Giorgio Trombotto e Rebecca Zancarano – e i pannelli sono stati realizzati con la professoressa di arte Laura Trovato. Saranno visibili fino al 25 giugno. “Gli studenti hanno accolto con entusiasmo l’idea che i loro lavori fossero esposti per tutti, all’inizio infatti pensavamo di utilizzarli solo tra le mura della scuola rivela Laurenti –. Avevamo quindi promosso l’esposizione tra gli studenti delle altre classi con una precisa metodologia di marketing: appendendo sui muri manifesti con slogan da regimi totalitari che potessero incuriosire”.

‘Oggi il pensiero utopistico gode di una pessima fama’ si legge su uno dei primi pannelli. Perché è utile quindi parlare di utopia? “Portare il discorso sulle dimensioni del possibile aiuta a guardare il mondo ‘da fuori’ allenando gli studenti a ‘pensare diversamente’, favorendo il pensiero critico”.

Elisa Rollino

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