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Eventi | 06 settembre 2020, 14:34

Dopo 40 anni, per la Galleria Losano di Pinerolo c’è un nuovo inizio

Nata il 6 settembre 1980, ripartirà il 12 con la mostra “Self-aggregation” di Daniele Galliano

L’inaugurazione del 6 settembre 1980, con Pierluigi Losano secondo da sinistra

L’inaugurazione del 6 settembre 1980, con Pierluigi Losano secondo da sinistra

«Mi sono accorto in questo periodo che arte, musica e teatro sono proprio necessità. Io ho voglia di vedere una bella mostra, godermi un concerto o uno spettacolo». Parole di Patrik Losano, che porta avanti la creatura del padre Pierluigi: una galleria d’arte inaugurata il 6 settembre 1980, 40 anni fa.

Questo compleanno arriva in un momento difficile per il mondo dell’arte, ma la sfida è ripartire e farlo con un nome di punta come quello del pittore Daniele Galliano, in omaggio alla vocazione dello spazio artistico della famiglia Losano: la valorizzazione della bella pittura figurativa.

«La galleria nasce da una passione di mio padre, che era un collezionista – racconta il figlio –. L’ha allestita in casa, in via Brunetta d’Usseaux, davanti alla Cavallerizza Caprilli». Fin da piccolo, quindi, Patrik familiarizza con artisti, estimatori e critici d’arte. La prima mostra era dedicata ai tre pittori migliori del Pinerolese a quei tempi: Michele Baretta, Graziella Dotti e Mario Faraoni.

Nel 1998 lo spazio viene trasferito in via Savoia 33, dove si trova ancora oggi. Ma la sua storia subisce un pesante scossone nel dicembre 2005, quando papà Pierluigi scompare improvvisamente.

«Noi famigliari eravamo di fronte a una scelta importante, ma non abbiamo mai pensato di far cadere nel nulla il suo impegno e la sua passione – ripercorre Patrik commosso –. Per questa ragione abbiamo deciso di andare avanti con la galleria e creare l’associazione Arte e cultura che ci permetteva di portare avanti la ricerca artistica a vantaggio della città e fare progetti con le scuole o altri enti».

L’eredità di Pierluigi si è rivelata molto importante: «Ha saputo tessere ottimi rapporti con artisti e critici e io li ha raccolti».

L’esperienza del lockdown è stata uno spartiacque anche per l’associazione Arte e cultura: «Sono saltate la nostra programmazione sulla fotografia e una serie di progetti che avevamo messo in cantiere – ammette Patrik –. Ma abbiamo deciso di ripartire alla grande, scommettendo su Galliano e le sue folle, con la mostra “Self-aggregation”. Una scelta un po’ provocatoria in un momento in cui sono vietati gli assembramenti».

Questi mesi hanno fatto riflettere molto Losano: «Ci siamo accorti che una galleria, concepita come spazio di eventi e mostre non è più sufficiente, il che non vuol dire che sia completamente superata, perché certe esperienze, come quelle della scultura o le perfomance di un’artista, non riesci a veicolarle con il solo video». Anche se il futuro è ancora incerto, vista la pandemia, l’associazione Arte e cultura intende continuare con il progetto della Biennale della scultura, lanciato ufficialmente lo scorso anno: «Ci piacerebbe in 10 anni arredare 5 piazze e creare un percorso, che sia un’opportunità per attirare visitatori a Pinerolo».

Marco Bertello

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