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Eventi | 14 giugno 2020, 11:30

La battaglia nel nome di Rossano Bella compie 30 anni (FOTO)

La lettera testamento del giovane di Villar Perosa, vittima della leucemia, ha fatto nascere l’Admo Piemonte l’8 giugno 1990. La sua missione non si ferma, malgrado la pandemia abbia creato seri problemi

Rossano Bella

Rossano Bella

È un anniversario che avrebbero voluto festeggiare in un altro modo e che cade in un momento difficile per le donazioni di midollo osseo. L’Admo Piemonte con sede a Villar Perosa, l’8 giugno ha compiuto infatti 30 anni, ma per ogni celebrazioni è necessario aspettare l’autunno e intanto, attraverso il presidente Stefano Balma, lancia l’allarme: «Rispetto agli scorsi anni abbiamo perso donatori in questi mesi a causa dell’emergenza Covid-19, ma la leucemia non si è fermata e i malati che hanno bisogno di un trapianto continuano ad aspettare».

Proprio nell’attesa di un trapianto morì il 9 ottobre 1989 Rossano Bella, giovane villarese che con la sua volontà, espressa nel testamento, diede impulso alla nascita dell’associazione fondata dal padre Mario. «In quegli anni in Italia non c’era ancora una banca dati di potenziali donatori e Rossano spirò aspettando un donazione dall’Inghilterra – racconta Balma –. La lettera testamento, con il suo appello “Per amor di Dio non fate che la mia morte non serva a nulla, combattete la leucemia” viene ancora letta nelle Admo di tutta Italia». Dopo nemmeno un anno nacque a Villar Perosa l’Admo Piemonte e quasi contemporaneamente l’Admo Lombardia: «L’obiettivo era promuovere la banca dati italiana che intanto nasceva a Genova e sensibilizzare le persone ad iscriversi: tutti dovevano sapere che in quel modo avrebbero potuto salvare la vita di una persona. La donazione, legata prima all’ambito famigliare, sarebbe dovuta diventare una responsabilità collettiva».

L’emergenza Covid-19 ha segnato una brusco arresto nella crescita del numero dei donatori di midollo osseo: «Non possiamo più utilizzare i tamponi buccali che ci premettevano di raccogliere la maggior parte delle iscrizioni durante momenti di sensibilizzazioni che organizzavamo fuori dagli ospedali e che ci avevano permesso di quadruplicare i possibili donatori» spiega Balma. Particolarmente fertili erano le campagne nelle Università torinesi che lo scorso anno, ad esempio, avevano portato in primavera 900 nuovi iscritti: «Per noi è essenziale poter parlare con la gente, portando testimonianze di donatori, di trapiantati e delle loro famiglie. È in quei momenti che vediamo accendersi una luce negli occhi di chi ci ascolta».

Nell’attesa di ripartire con le campagne, da metà maggio gli ospedali hanno ricominciato i prelievi propedeutici all’iscrizione della banca dati nazionale: «Chiunque abbia effettuato la pre-iscrizione sul sito donatoriadmo.org riceverà la telefonata da parte del centro prenotazioni Admo Piemonte per fissare un appuntamento nelle strutture sanitarie. Pensiamo noi a preparare tutta la documentazione necessaria per facilitare la prenotazione e affinché il donatore sia consapevole dell’importanza del proprio gesto».

Elisa Rollino

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