L’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Val Pellice fa storia anche mentre gioca, tanto che quest’anno si è inventata una tombola speciale. Ci hanno giocato per la prima volta, i suoi soci, sabato 10 dicembre, in occasione della bicchierata per gli auguri natalizi, al Museo della Resistenza di Luserna San Giovanni. Ad ognuno dei 90 numeri erano associati fatti storici legati alla Resistenza e non solo, con un occhio di riguardo a ciò che ha interessato il territorio e ai suoi protagonisti.
“Il 66 è l’anno in cui Frida Malan diventa assessora all’igiene e sanità nella Giunta Comunale di Torino. Prima donna in una grande città italiana ad occupare questo incarico. Il 19 invece è il numero delle donne partigiane a cui, a guerra finita, viene conferita una medaglia d’oro al valor militare, e l’8 il giorno dell’armistizio del settembre del 1943, firmato dal generale Badoglio con le forze alleate” cita qualche esempio Rita Sperone, membro del direttivo dell’Anpi Val Pellice.
Durante la ‘tombolata storica’, appena estratto il numero, viene raccontato il fatto corrispondente: “Alcuni erano intuibili, altri eventi invece molto più difficili da collegare. Per me, che ho 82 anni, e di tombole ne ho giocate tante, questa è stata proprio un’idea geniale!” commenta Paolo Galardi vincitore del gioco, a cui è stata consegnata come omaggio la tessera 2023 dell’associazione. Residente a Torino, ma legato alla Valle che gli aveva fatto conoscere la sua compagna, Galardi non era mai stato tesserato prima all’Anpi: “Mi stavo avvicinando all’associazione proprio in questo periodo, dopo che altri amici si erano iscritti. Il fatto di essermi aggiudicato la tessera è stata una coincidenza significativa e ha sciolto ogni titubanza”.
“Ricordare i fatti accaduti e i loro protagonisti: questo lo scopo della tombola che il direttivo ha messo a punto in una decina di giorni. Abbiamo voluto, in questo modo, raccogliere l’invito del nuovo presidente dell’Anpi nazionale, che spinge a impegnarsi nel recupero della memoria. L’abbiamo fatto trovando informazioni spesso poco conosciute, ma che fanno parte delle nostre storie e della grande Storia” conclude Sperone.