Attualità - 29 maggio 2023, 13:51

La passione trasforma un roveto in un bosco [VIDEO]

Da 5 anni il pinerolese Francesco Calliero si prende cura di un terreno incolto in zona Basse dei Cesani a Bricherasio

Francesco Calliero nel suo boschetto a Bricherasio

Francesco Calliero nel suo boschetto a Bricherasio

Il terreno è stato incolto per circa 20 anni e fino a 6 anni fa c’era un roveto. Ora sta crescendo un bosco, curato dal pinerolese Francesco Calliero, con l’aiuto di diversi amici e del tecnico forestale Paolo Varese. Calliero, 48 anni, è un architetto, che insegna Tecnologia alle scuole medie di Luserna San Giovanni. Da una ventina di anni ha la passione per le piante e l’ambiente e, oltre al suo boschetto, si sta occupando del Bosco urbano partecipato che sta sorgendo in zona Tabona a Pinerolo, dall’iniziativa di un gruppo di persone.

“Il terreno che ho avuto l’occasione di adottare si trova in zona Basse dei Cesani a Bricherasio ed è di 5 mila metri quadri – indica –. Sono partito da alcune piante che c’erano qua e le ho spostate, se c’erano problemi di spazio, poi ho piantato semi, alberi del vivaio regionale o di vivai privati”.

Un centinaio di esemplari erano già a sua disposizione, lui ne ha messi altri 170, seguendo il principio della ‘consociazione arborea’: piante più piccole sono state messe vicine a quelle più grandi perché si aiutino a vicenda nella crescita e si sviluppino dritte, senza dover usare pali.

Nel boschetto ci sono alberi di diverso tipo: ciliegio, farnia, noce, frassino
olmo, ontano, nocciolo, melo e pero selvatico, ciliegio di Santa Lucia, prugnolo…

“L’idea è di avere un impianto silvicolturale misto e in una quindicina d’anni si vedrà il risultato delle piantumazioni attuali” indica Calliero, che ha già portato in visita classi delle medie di Luserna. Quando il bosco inizierà a prendere la sua forma, perché le piante si saranno sviluppate sufficientemente, l’intenzione è di collaborare in maniera più strutturata con le scuole.

Nel frattempo lui ci dedica circa due ore a settimana, occupandosi manualmente delle lavorazioni. Per fronteggiare la siccità ha anche posizionato una cisterna con un imbuto, che raccoglie le acque piovane da utilizzare per irrigazioni di soccorso, “che faccio un paio di volte l’anno”.

Il giovane boschetto sta iniziando ad attirare animali (caprioli, lepri, volpi, poiane, biacchi, rane e rospi, picchio verde, cardellino…), ma anche insetti come api, bombi neri e farfalle. Proprio la presenza di api ha suggerito a Calliero di cercare chi fosse disposto a mettere qualche arnia in futuro, per fare del miele quando sarà possibile.

Marco Bertello

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