Ultim'ora - 30 ottobre 2026, 00:12

Raffreddore che non passa, cosa fare: esperto svela le cause dei sintomi infiniti

Raffreddore che non passa, cosa fare: esperto svela le cause dei sintomi infiniti

(Adnkronos) -

Stanchezza costante, naso che cola per giorni, tosse stizzosa che non passa. Il raffreddore 'highlander' esiste e in tanti lo stanno sperimentando in questo periodo sulla propria pelle. Gli esperti lo hanno anche descritto in letteratura ed è stato coniato l'appellativo 'long cold', un cappello sotto il quale però finiscono manifestazioni diverse. C'è chi accusa sintomi persistenti senza interruzione, chi si illude per un'apparente guarigione e poi vede peggiorare la sindrome respiratoria, secondo un andamento a doppia onda. "Sono raffreddori che sembrano non finire mai - conferma il virologo Fabrizio Pregliasco - si trascinano per giorni, a volte per settimane, con sintomi che faticano a scomparire del tutto.  

È un fenomeno che può verificarsi soprattutto in questa stagione, quando circolano contemporaneamente numerosi virus respiratori". Bisogna però "distinguere due situazioni diverse - spiega all'Adnkronos Salute - da una parte ci sono i sintomi che persistono anche dopo la fase acuta di una singola infezione, dall'altra ci sono le infezioni successive, provocate da virus differenti". Nel primo caso, illustra il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano, "il virus può essere già stato eliminato dall'organismo, ma l'infiammazione delle vie respiratorie continua a provocare tosse, congestione nasale e altri disturbi. Nel secondo caso, invece, una persona contrae un nuovo virus mentre sta ancora recuperando dall'infezione precedente, oppure a distanza di pochi giorni. I sintomi quindi si sovrappongono o ricompaiono, dando l'impressione di un unico raffreddore interminabile, quando in realtà si tratta di due episodi distinti". Questo, avverte lo specialista, "non significa necessariamente che i virus siano diventati più aggressivi o che le nostre difese immunitarie siano indebolite. Un comune raffreddore tende a migliorare nell'arco di 7-10 giorni, ma alcuni disturbi, soprattutto la tosse, possono persistere anche per 2 o 3 settimane".  

Come orientarsi nel mondo dei 'long cold'? "Attenzione a non confondere un decorso prolungato con un'infezione che si sta complicando - è la raccomandazione di Pregliasco - Il primo campanello d'allarme è il peggioramento anziché il progressivo miglioramento dei sintomi, soprattutto quando, dopo alcuni giorni in cui sembrava di stare meglio, ricompaiono febbre, tosse più intensa o un marcato malessere generale. Devono farci prestare particolare attenzione anche una febbre elevata o persistente, un forte dolore al volto o alle orecchie, una tosse che peggiora e una stanchezza sproporzionata che non accenna a diminuire. In questi casi è importante rivolgersi al medico per escludere complicanze come sinusiti, otiti o infezioni delle basse vie respiratorie.  

Ancora più importante è riconoscere i segnali che richiedono un intervento immediato: difficoltà respiratoria importante, dolore toracico persistente, confusione o alterazioni dello stato di coscienza non devono mai essere attribuiti a un semplice raffreddore e richiedono una valutazione urgente, chiamando il 112 se necessario. Una cautela particolare è necessaria per anziani, persone fragili, immunodepressi e pazienti con patologie croniche, nei quali anche un'infezione respiratoria apparentemente banale può avere conseguenze più importanti". Infine un monito: "Ricordiamo che gli antibiotici non sono efficaci contro i virus e devono essere utilizzati soltanto quando il medico individua una possibile complicanza batterica che ne giustifichi la prescrizione", conclude il virologo. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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