Rocce magmatiche antichissime, formatesi circa 530 milioni di anni fa, nelle Alpi occidentali, nell’area di Pinerolo e della Val Chisone: la scoperta si inserisce nel progetto Carg – cartografia geologica e geotematica – dell’Università di Torino, che grazie a una convenzione con l’Istituto Ispra sta rifacendo il foglio geologico 172 Pinerolo, e aveva già portato risultati soprendenti.
“È necessario perché la carta geologica precedente è del 1913, abbiamo ottenuto il finanziamento e ora siamo quasi al termine del lavoro”, afferma Rodolfo Carosi, docente del Dipartimento di Scienze della Terra all’Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana.
Oltre a mappare le diverse rocce sulla carta, sono stati presi dei campioni tra i 10 e i 20dm3 con il martello da geologo per studiarne le caratteristiche e la composizione. “Il campione viene prima tagliato con una sega diamantata in lastrine molto sottili finché diventa trasparente. Al microscopio si vedono i minerali di cui è composto, come sono disposti, se ci sono strutture formative. Volevamo anche capirne l’età e da qui è nata la collaborazione con la professoressa Daniela Rubatto”, che si è laureata a Torino e ora dirige un laboratorio di geocronologia a Berna, dove vengono appunto studiate le età delle rocce.
I dottorandi Francesco De Cesari e Davide Dana sono andati in Svizzera con i campioni e hanno portato avanti questa datazione. “Per questa fase bisogna prendere il campione, macinarlo ed estrarre gli zirconi, minuscoli minerali capaci di conservare nel tempo informazioni sull’età delle rocce. È venuta fuori questa età molto antica, sorprendente e mai segnalata per questo spezzone di Alpi – spiega Carosi –. Le rocce analizzate appartengono a delle catene orogeniche precedenti: di quella caledoniana, indicativamente tra 490 e 390 milioni di anni fa, ne avevamo già trovato tracce nella zona dei 13 laghi e in Val Pellice, ma questo risalgono a un periodo precedente!”.
Le analisi hanno riguardato nello specifico due diversi tipi di rocce del Massiccio Dora-Maira, datate rispettivamente a 532 e 530 milioni di anni fa: sono del periodo Cambriano, prima dell’esplosione della vita sulla Terra e molto prima della nascita delle Alpi.
Insieme a Francesco De Cesari, Davide Dana, Daniela Rubatto e Rodolfo Carosi, la ricerca è stata condotta anche da Salvatore Iaccarino, Chiara Montomoli, Alberto Corno, con il coinvolgimento dell’Università di Torino e dell’Università di Berna.
Dopo la presentazione al recente Congresso Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia svoltosi a Padova, dal 14 al 17 settembre, lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Terra Nova lo scorso 5 ottobre.





