Attualità - 30 settembre 2026, 17:58

Non vede i semafori al posto suo ma può portare la sua padrona lontano

Glassé con la sua padrona

Glassé con la sua padrona

‘Piazza Pinerolese’ racconta le storie dei cani premiati alla Giornata Cinofila di Pinerolo

Pur non vedendo, con lui, può prendere treni, salire sugli aerei, viaggiare in autonomia, senza dover chiedere aiuto a parenti e amici. Il labrador Glassè della pinerolese Maria Nugara è uno dei cani premiati durante la Giornata Cinofila per il contributo che prestano alla società. Ha compiuto 8 anni domenica 20 agosto e dal 2000 permette alla sua padrona di muoversi autonomamente nei piccoli spostamenti quotidiani e di viaggiare.

Formato al Centro di addestramento cani guida Lions di Limbiate, nella provincia di Monza e della Brianza, Glassè è anche un affettuoso animale da compagnia: “Vive a tutti gli effetti in famiglia ed è affettuosissimo oltre a permettermi di socializzare con le persone fuori casa. Portare un bastone bianco in questo non mi aiuterebbe” confessa Nugara.

Tra Kira e Glassé il duro colpo

Nugara ha perso la vista progressivamente e non ha mai dovuto ricorrere al bastone bianco, nemmeno quando non riusciva nemmeno più a spostarsi da sola nelle zone di comfort. “Ne ho fatto a meno perché prima di Glassé c’era Kira – racconta –. Era grazie a lei che tutte le mattine potevo accompagnare mia figlia a scuola”. Era della stessa razza di Glassé: “Anche un pastore tedesco può essere un buon cane guida ma ha un temperamento più ‘serio’. Il labrador è ben predisposto alla socialità”. Quando è morta Kira, l’autonomia di Nugara ha subito un grave colpo: “Non potevo uscire di casa a meno che non chiedessi a qualcuno di accompagnarmi”.

Nel 2020, grazie al sostegno dei Lions, riesce a portare a casa Glassé già completamente formato e affettuoso con le persone: “Fino a un anno di età i cani guida vivono in famiglia per imparare a muoversi in una casa e a condurre una vita sociale. Successivamente vengono preparati nel centro di addestramento”.

Un cane guida ‘non è una macchina’

Con l’arrivo di Glassé, Nugara ha riconquistato l’autonomia perduta. Intanto, sua figlia era diventata grande e aveva cominciato a studiare a Bologna: “E io potevo decidere di partire, salire sul treno e andarla a trovare”. Il cane guida infatti non fa la differenza solo per gli spostamenti brevi: “Con Glassé ho fatto anche viaggi in aereo. Sui mezzi di trasporto basta organizzarsi in modo che l’assistenza sia avvertita e che il cane abbia riservato il posto al tuo fianco”.

Ai cani guida però bisogna ricordarsi di non chiedere mai troppo: “Non sono una macchina da mettere in funzione, ma animali con cui bisogna coltivare l’affiatamento. Anche se per loro accompagnarci è un gioco, al termine del quale riceveranno un premio, noi conduttori non possiamo dare tutto per scontato”.

La pettorina che significa ‘non disturbare’

Ma anche chi si imbatte in una persona accompagnata da un cane guida non deve dare per scontate troppe cose. “Ad esempio non riconoscono i semafori, siamo noi conduttori dover orientarci nel traffico in base ai rumori e ai flussi di persone e di mezzi che percepiamo. Inoltre, tocca ai pedoni avere la premura di spostarsi per non urtarlo” spiega Nugara.

Attenzione poi a non disturbarlo: “Quando il cane indossa la pettorina con l’apposita maniglia è come se fosse in servizio. Non bisogna quindi distrarlo richiamando la sua attenzione. Soprattutto in determinate situazioni, come quando si stanno attraversando le strisce pedonali”.

Lo stress delle discussioni in strada

C’è il momento giusto infatti per socializzare: “Ad esempio nel caso fossi al bar a prendere il caffè e il cane si trova in una situazione di relax. Quello è il momento giusto per avvicinarsi”.

E soprattutto in città non va protetto da situazioni stressanti: “Deve poterci accompagnare anche nei negozi dove i cani non possono entrare, non possiamo lasciarli fuori. E poi non va sottoposto a stress. Glassé ad esempio patisce le discussioni in strada e quando accadono rimane spiazzato: rallenta il passo e si gira spesso indietro come per chiedermi ‘È tutto ok?’”.

Elisa Rollino

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