‘La scuola è aperta a tutti. Art. 34 Costituzione italiana’ è il messaggio contro il decreto scuola Valditara, che con un decreto limita al 30% gli studenti stranieri, secondo precisi criteri – come il fatto di non essere nati in Italia e non aver frequentato o due anni di materna o tre di scuole dell’obbligo.
La protesta è stata messa in atto dalle Rsu, con degli striscioni di fronte ad alcuni plessi dell’Istituto comprensivo Pinerolo 3-4. Nella mattinata sono intervenuti i carabinieri per rimuovere quello davanti alla Pellico di via Papa Giovanni XXIII.
La rimozione ha suscitato la dura reazione della Cgil Torino e della Flc Cgil, che hanno diffuso un comunicato di condanna: “Trovare inaccettabile o sovversivo un messaggio che cita testualmente la Carta Costituzionale rappresenta un precedente inquietante e grave. L'azione di affissione, promossa dalla Rsu dell’Ic Pinerolo 3-4, rientra in un'ampia ed esemplare mobilitazione a difesa della scuola pubblica, aperta, inclusiva e antirazzista, contro i recenti tentativi legislativi di applicare tetti rigidi alla presenza di alunni con background migratorio – recita la nota –. Nessun intervento di rimozione potrà cancellare i valori dell'integrazione, della coesione e dell'uguaglianza sostanziale previsti dagli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione. La risposta alla presenza di alunne e alunni con background migratorio non è il contingentamento numerico o la censura, ma più tempo scuola, riduzione degli alunni per classe, organici stabili, presidi specialistici di Italiano L2 e mediazione culturale”.
Dopo la rimozione, però, lo striscione è stato dissequestrato. I carabinieri sospettavano fosse un’iniziativa anarchica, ma quando si sono chiariti il senso e gli autori della protesta, il messaggio è tornato al suo posto, con la soddisfazione del sindacato: “Ringraziamo le forze dell'ordine per aver riesaminato la vicenda e cambiato posizione, ripristinando il pieno rispetto dei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, in particolare l'Articolo 21 a tutela della libertà di manifestazione del pensiero e della libera espressione. Quanto accaduto dimostra che difendere i valori dell'integrazione, dell'uguaglianza e dell'inclusione non è solo un diritto, ma un dovere civile ed educativo. La restituzione dello striscione conferma che citare e promuovere la Costituzione nelle nostre scuole non può e non deve mai essere oggetto di censura o limitazione”.
E la Cgil rilancia la battaglia: “L'esito di questa vicenda ci spinge a rilanciare con ancora maggiore forza la nostra battaglia per una scuola pubblica democratica, aperta e antirazzista. Invitiamo tutte e tutti, docenti, personale Ata, studentesse, studenti e famiglie, a mantenere alta la guardia e a proseguire la mobilitazione. Continuiamo a moltiplicare in ogni istituto le iniziative, i cartelli e le voci a difesa della Costituzione e del diritto allo studio per ciascuna e ciascuno!”.





