Scuola e formazione - 20 settembre 2026, 12:28

“Il Porporato è una scuola inclusiva”: l’esperienza del dirigente Valter Careglio

Il macellese ha scelto di andare in pensione e il Liceo pinerolese è guidato da quest’anno scolastico da quest’anno Erica Di Stefano

Valter Careglio

Valter Careglio

Tra difficoltà del periodo Covid, Dad, Pnrr e lavori all’auditorium Baralis, Valter Careglio ha guidato il Liceo Porporato di Pinerolo da novembre 2020 a fine agosto scorso, lavorando su tecnologie, spazi verdi e inclusione tra studenti, famiglie e docenti. Le classi sono cresciute negli anni e lui ha deciso di andare in pensione. Al suo posto è arrivata Erica Di Stefano.

La formazione e le esperienze come professore e preside

Macellese, classe 1962, laureato in Storia Contemporanea, ha insegnato al Liceo Scientifico di Pinerolo e all’Istituto Agrario di Osasco, di cui è stato anche vicepreside tra il 2005 e il 2010, ha lavorato in Ufficio Scolastico Regionale (Usr)e dal 2012 al 2019 è stato al Porporato, insegnando storia e filosofia. Dopo aver vinto il concorso, ha assunto il suo primo incarico come dirigente scolastico all’Istituto Agrario di Pianezza. “Nell’anno scolastico 2020-2021 ho condiviso questo ruolo con il Porporato. Si è trattato di una reggenza perché la preside Maria Teresa Ingicco era andata a fare l’ispettrice in Usr. Visto che si è presentata l’occasione, anche per avvicinarsi a casa, dall’anno scolastico successivo sono tornato definitivamente al liceo pinerolese, in una nuova veste”, racconta.

Inclusione e fiducia al Porporato

“In questi ultimi 5 anni al Porporato da 68 classi siamo arrivati a 71, quindi sono stati creati anche dei posti di lavoro”, comunica Careglio orgoglioso. Uno dei tanti fattori che ha contribuito al raggiungimento di questo risultato è l’inclusione che si promuove: “Il Porporato è percepito sul territorio come scuola inclusiva e inclusione secondo me vuol dire ascolto e pronta comunicazione, anche quando non si ha una soluzione immediata.”

Il Porporato aveva già prima del Covid un servizio di supporto psicologico come counseling, ma dopo quel periodo, seguendo la normativa, è stata introdotta una psicologa: “La parte più difficile è trovare un equilibro tra ascolto, comprensione, inclusione e l’insegnare l’importanza del fare sacrifici, che poi con il tempo restituiscono lo sforzo in soddisfazioni. L’alleanza con la famiglia è fondamentale e va costruita su quel principio: siamo tutti insieme nel progetto di crescere un adolescente e farne un cittadino. Se non c’è fiducia reciproca, dunque, non si può andare avanti.” A questo riguardo un progetto partito con due professoresse di sostegno e psicologhe, ha coinvolto gruppi di famiglie, per un totale di circa 90 genitori, che avevano problemi con i figli. “È stato molto bello per capire come gestire certi problemi di conflittualità con i ragazzi. Questa è la frontiera nuova, questa è inclusione, perché dobbiamo essere professionali e quindi entrare in relazione. La relazione per me viene prima della disciplina.”

Sempre a livello di inclusione, da 7 anni, opera negli spazi del Porporato la scuola Penny Wirton, che insegna italiano ai migranti e coinvolge in questa attività sia insegnanti che studenti stessi del liceo.

Più tecnologia e più verde

In ambito tecnologico, utilizzando i fondi Pon e Pnrr, è stato effettuato un cablaggio quasi totale, con l’inserimento di hotspot, della succursale. “Ci sono solo una o due aule che hanno ancora una ricezione più lenta, ne abbiamo parlato con l’amministratore di rete e l’idea è di potenziare gli hotspot”, indica Careglio. Inoltre, sono stati completati il collegamento dell’intero istituto alla fibra ottica e l’installazione di digital board e notebook di ultima generazione. Per l’Auditorium Baralis, in funzione di nuovo dall’anno scorso, dopo 7 anni di cantiere, la scuola ha investito fondi propri per l’acquisto di un nuovo sistema di proiezione multimediale.

“Oltre al rinnovamento di banchi e sedie in cinque aule per facilitare lavoro di gruppo sia in sede che in succursale, sugli arredi la vera novità è stata quella di valorizzare le aree verdi. In sede è stato fatto il campo da calcetto. Nella succursale c’era una discarica che abbiamo bonificato, raddoppiando quell’area. Sono stati poi collocati panchine e tavoli. Abbiamo iniziato a ragionarci, onestamente, perché durante il Covid bisognava fare lezione all’aperto, ma è sempre utile per tutti.”

La fatica dell’istruzione

A differenza di un Istituto Professionale, con più pratica, il Liceo prevede uno studio teorico rilevante. Secondo l’esperienza di Careglio servono dedizione e tempo da dedicare a lezioni e libri, oltre l’orario scolastico: “Se uno non parte con l’idea di dedicare almeno 2 ore di studio al giorno a fine anno poi nota le proprie carenze. Molti giovani non lo capiscono e subito sottovalutano l’impegno necessario, perciò l’orientamento è fondamentale.” Questo non significa che non si possa aggiustare la rotta in corso d’opera, ma, per lui, bisogna essere pronti a cambiare ritmo e strategia. 

Una nota piacevole di questi anni, sono stati i ritorni e il legame con il Porporato: “Una decina di studenti sono tornati a scuola, come insegnanti, a conclusione del loro percorso universitario: un circolo virtuoso c’è.”

I progetti futuri

“Il mio mandato è finito per scelta mia volontaria. Avevo la possibilità di andare in pensione, ero molto stanco perché comunque, per quanto mi riguarda, per gestire bene quella scuola praticamente bisogna lavorare 12 ore al giorno.” L’intenzione è di ritrovare quel tempo per studiare che non c’è più stato negli ultimi anni da dirigente scolastico: “Vorrei finire un mio libro, tornare a studiare e insegnare e, visto che mi sono occupato di formazione dei docenti già all’università dal 2000 al 2010, spero di poter riprendere anche quel progetto.”

Sabina Comba

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