Di prima mattina armate di pompa innaffiatoio hanno curato il verde del centro di Torre Pellice, anche nei giorni più torridi dell’estate. Le ‘signore dei fiori’ del paese sono rimaste in tre e fanno fronte con fatica agli effetti del cambiamento climatico: “Rispetto all’inizio tutto è cambiato, anche strappare le erbacce è più duro” racconta Maria Grazia Bollati. Assieme a Elena Garavello (in Guglielmone) e Iole Genovesio fanno manutenzione come volontarie alle piante in vaso, nelle aiuole e a quelle che ornano i monumenti: l’Alpino di viale Rimembranza, quello dedicato ai Martiri della Liberazione e quello per gli ex Deportati ed Internati e i caduti nei campi di concentramento di via Beckwith. Loro si occupano del centro cittadino mentre a Borgata Santa Margherita è sempre attiva Ilda Chiavia.
A seconda delle necessità, e della stagione, bagnano i fiori, estirpano le infestanti e potano le piante.
Estirpare le erbacce è più faticoso
L’‘inizio’ a cui si riferisce Bollati risale a una dozzina di anni fa, quando il Comune di Torre Pellice aveva tentato di reclutare volontari per occuparsi della pulizia e del decoro del paese. “Allora avevamo cercato di istituire la figura dei ‘mansieri’ che prendessero a cuore la loro borgata. Questo progetto non andò in porto ma almeno sei o sette persone si offrirono per curare il vede del centro paese” racconta l’ex assessora Ornella Davit. Quel gruppetto di persone però con il tempo è andato a restringersi e il lavoro a peggiorare: “Oltre alla necessità di bagnare di più rispetto a un tempo ci troviamo a lavorare con una terra indurita dai periodi di siccità. Ciò vuol dire, ad esempio, che anche solo per estirpare dalla radice le infestanti ci vuole forza” racconta Bollati.
E con le proprie forze tutte e tre devono fare i conti visto che hanno già compiuto settant’anni e che si occupano anche del verde delle loro case: “Sarebbe utile un ricambio generazionale o almeno che cominciasse ad affiancarci qualche giovane” riflette.
Le soddisfazioni, gli incontri e i malintesi
Negli ultimi anni le volontarie lavorano in stretta sinergia con la Pro loco che, in accordo con il Comune di Torre Pellice, nel 2025 ha lanciato l’iniziativa ‘Adotta un fioriera’. “Grazie al supporto economico di commercianti e cittadini che partecipano all’iniziativa, possiamo acquistare ogni anno i fiori per il centro. Affidiamo poi la piantumazione e la manutenzione proprio alle volontarie” spiega Davit che è anche presidente della Pro loco.
L’associazione si unisce all’appello di Bollati per il ricambio generazionale ma ne aggiunge un’ulteriore: “L’obiettivo di ‘Adotta una fioriera’ è anche sensibilizzare i cittadini circa l’importanza di prendersi cura anche di balconi e degli spazi esterni delle proprie case e delle attività. Da questo punto di vista c’è ancora tanto da fare” esorta Davit.
E Bollati garantisce che le soddisfazioni non mancano: “In questi anni ci sono stati momenti molto belli, come quando alcuni cittadini vedendoci al lavoro e ci hanno ringraziate”. Poi ci sono gli incontri toccanti: “Un giorno, mentre stavamo potando le rose dell’Alpino, un pastore è passato da lì e ci ha chiesto gentilmente se potevamo dargliele. Avrebbe voluto piantare anche lui rose così a casa sua”. Non sono mancati nemmeno i malintesi, che però le hanno fatte sorridere e comprendere quanto il loro lavoro sia considerato in paese: “Qualche tempo fa una torrese ha postato su Facebook una foto di Denise, ex volontaria, che stava potando le piante ornamentali di un monumento. Credeva che le stesse rubando ed esprimeva il suo sdegno. È stata subito ripresa da altri cittadini che le hanno spiegato l’importanza del nostro lavoro, tanto che ha rimosso spontaneamente il post”.





