“Credo ancora nel grande mistero della pittura”, così l’artista Francesco Preverino, classe 1948, ex direttore artistico di Piscina Arte Aperta descrive la sua visione dell’arte, oggi come in passato. La sua esperienza e notorietà nel mondo artistico l’ha condotto nel 1991 a far parte degli albori di Piscina Arte Aperta, nato per iniziativa del pittore piscinese Antonio Panino come percorso, installazione di arte contemporanea all'aperto.
“La realtà di Piscina Arte Aperta nasce in maniera molto estemporanea. Antonio frequentava il mio studio ed era mio allievo. Un giorno mi propone di fare qualcosa a Piscina, ci pensiamo, ne parliamo e metto in moto le mie conoscenze. Antonio ne ha parlato con il sindaco e il vicesindaco di allora, che hanno visto il tutto come estremamente interessante – racconta Preverino –. Abbiamo così cominciato a mettere su quello che all’inizio non era ancora un Museo, ma una manifestazione che si voleva costruire annualmente in loco”.
Preverino è stato nominato direttore artistico, mentre Panino e gli altri colleghi e amici dello studio, tra cui anche l’architetto Manuela Ghirardi, attualmente ancora presente nel ruolo di coordinatrice del museo, sono diventati consiglieri.
“Tutto è iniziato in maniera informale, senza alcuna pretesa, ho invitato artisti che conoscevo e ho tentato di dar loro lo spazio sui muri di questa cittadina per inserire i loro lavori e le opere d’arte. Nel tempo sono aumentati sempre di più gli artisti che conoscevo e invitavo perché ritenevo importante che avessero una loro presenza nella nostra manifestazione.”
Caratteristica importante è che tutti gli artisti hanno sempre gravitato attorno al Piemonte. “Il museo è diventato emblema della nostra regione e, almeno fino a quando ci sono stato io, non ci sono stati artisti provenienti da altre parti dell’Italia o non residenti in Piemonte. Con l’andare del tempo tutto è diventato sempre più grande e importante.”
Il progetto, che nel frattempo era diventato un vero e proprio museo a cielo aperto comunale, ha dato vita a eventi come nel 2005 una mostra per Renzo Regosa, con opere dal 1948 al 2000, e nel 2006 una dedicata a Cherchi e a Fabbri, ‘Un legame oltre l’arte’, con opere dal 1942 al 1998.
Questo senza mai poter godere degli aiuti necessari. “A un certo punto il Comune non ha più potuto aiutarci, perciò siamo stati costretti a fermarci per un periodo, a prenderci una pausa. Abbiamo poi ripreso grazie ad aiuti esterni privati.” Ancora più decisi di prima, recuperando i lavori danneggiati, continuando a invitare artisti e con una maggiore possibilità di poter andare avanti.
Nel 2021 è arrivata la mostra ‘Segni indelebili’, con tutti gli artisti presenti a Piscina ma ormai deceduti e nel 2022 la mostra fotografica ‘Atelier d’artista’ con le immagini di Marco Corongi e Stefano Greco, in collaborazione con la fondazione Giorgio Amendola, che ritraggono alcuni degli artisti di Piscina Arte Aperta ritratti nei ‘loro’ luoghi del cuore, dove nasce l’opera d’arte.
Preverino ha terminato il suo incarico come direttore artistico di Piscina Arte Aperta nel 2024, sostituito da Luisa Valentini, ma continua a dipingere e disegnare nel suo studio a Torino. “Il mio modo di vedere l’arte oggi non è cambiato. Credo ancora nella pittura, nel suo grande mistero, anche se sono abbastanza ‘fuori tempo’, perché oggigiorno non si lavora più con gli schemi di una volta a cui sono abituato.”
La sua più recente mostra personale, ‘Ciò che rimane’, è dell’autunno scorso ed è stata ospitata dalla galleria d’arte Il Fondaco a Bra.





