Ultim'ora - 11 agosto 2026, 22:02

Lega, Salvini frena ala nordista: "Basta beghe, al lavoro per rafforzare squadra"

Lega, Salvini frena ala nordista: "Basta beghe, al lavoro per rafforzare squadra"

(Adnkronos) - Da una parte c'è la cosiddetta ala nordista, con in testa i vertici lombardi, ovvero il governatore Attilio Fontana e il segretario regionale, nonchè capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo. L'anima lumbard, come qualcuno l'ha ribattezzata, si sente penalizzata da alcuni provvedimenti del governo Meloni e sottorappresentata. Vuole un cambio di rotta e chiede da tempo una riorganizzazione del partito. Serve una squadra, che giochi per fare goal. Dall'altra parte, c'è il 'capitano', Matteo Salvini, che aveva portato il movimento fondato da Umberto Bossi al 34% e ora è, secondo tutti gli ultimi sondaggi, piombato all'8-9 per cento 

. Sullo sfondo c'è Roberto Vannacci, che ha rotto gli argini e costretto la Lega a fare la parte dell''inseguitrice', rubandole voti e 'pedine'. Da un po' di tempo nel Carroccio si respira un clima pesante. Almeno in Lombardia, nella Regione che una volta era conosciuta come la roccaforte dei leghisti duri e puri delle origini. Tensioni che sono arrivate fino all'ultimo direttivo regionale, venerdì scorso, quano in via Bellerio sarebbe andato in scena uno sfogatoio con tanto di richiesta al segretario di un passo 'di lato'. 

Interpellato sulle agitazioni interne, Salvini ostenta calma e fa finta di niente: ''Abbiamo fatto un congresso l'anno scorso all'unanimità. Sto lavorando per rafforzare la squadra", nel segno della continuità con il mandato ottenuto giusto un anno fa. Rivendica di avere centinaia di amministratori comunali dalla sua parte, "500 sindaci", e uomini all'altezza del compito affidatogli (''ho governatori e parlamentari in gamba"). Da qui l'invito-monito a marciare uniti: "Gli italiani hanno bisogno di tutto fuorchè di polemiche e beghe interne". E un messaggio di apertura:"Chi vuole dare una mano a rafforzare la Lega, è il benvenuto".  

Parole non certo di fuoco, in apparenza concilianti, ma che, per chi conosce bene gli interna corporis leghisti, sottendono ben altro e non lasciano presagire un futuro roseo. C'è chi pronostica una resa dei conti ormai vicina se il 'capitano' non dà un segnale concreto di svolta. Riferiscono che anche al direttivo lombardo Salvini, di fronte alle richiesta di cambio di passo, abbia sfoggiato sangue freddo. Prendo atto di quanto sentito, avrebbe detto per poi snocciolare quanto di buono fatto dalla Lega sotto la sua guida fino ad ora. 

Il senatore Claudio Borghi, difende il leader. "La bega è l'arma del besugo", scrive su X , postando le parole di Salvini ('agli italiani non interessano le beghe interne') a proposito degli attacchi da parte dell'ala nordista del partito e utilizzando il termine 'besugo', usato nel genovese per indicare una persona sciocca. Prima, in un altro post, Borghi si era rivolto agli "amici lombardi" ricordando che "il segretario è stato eletto all'unanimità dal Congresso l'anno scorso". Andrea Crippa, deputato e già vicesegretario della Lega, chiarisce sui social che la ''leadership'' salviniana 'non è in discussione'' visto che il ''Congresso dello scorso anno ha parlato chiaro e il segretario è stato eletto all'unanimità" e lancia un appello ai suoi: ''Adesso non è il momento delle divisioni, è il momento di rafforzare la squadra".  

 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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