Una volta, quando un insegnante diceva «oggi facciamo laboratorio», il massimo della tecnologia era una pila scarica, una calamita e qualche provetta. Oggi, invece, basta entrare in un'aula per ritrovarsi davanti a robot da programmare, stampanti, sensori, esperimenti e computer pronti a trasformare la curiosità in qualcosa di concreto.
Il futuro, insomma, non aspetta più fuori dalla scuola: entra dalla porta principale.
A partire dall'anno scolastico 2025-2026, la scuola primaria Daisy, la secondaria Holden e il liceo scientifico Pascal saranno dotati di un laboratorio informatico-STEM completo, pensato per rendere l'apprendimento più pratico, coinvolgente e vicino alle competenze richieste dal mondo di domani.
Non si tratta di un'aula piena di computer destinati a prendere polvere.
L'obiettivo è imparare facendo, trasformando ogni lezione in un'esperienza concreta, coinvolgente e capace di lasciare un segno. Non si tratta soltanto di trasmettere nozioni, ma di offrire agli studenti gli strumenti per osservare, sperimentare, costruire e comprendere il mondo attraverso attività pratiche che stimolino curiosità, spirito di iniziativa e capacità di ragionamento. Perché ciò che si scopre in prima persona difficilmente si dimentica.
Gli studenti potranno costruire e programmare robot, avvicinandosi in modo intuitivo ai principi della robotica educativa e dell'automazione. Potranno cimentarsi nel coding attraverso piattaforme come Scratch Junior e Code.org, sviluppando il pensiero computazionale, la logica e la capacità di affrontare problemi complessi scomponendoli in passaggi più semplici. Le attività comprenderanno anche la progettazione di piccoli sistemi di ingegneria, la realizzazione di esperimenti di fisica, chimica e biologia e l'analisi dei dati raccolti durante le prove, imparando così a formulare ipotesi, verificarle con metodo scientifico e trarre conclusioni basate sull'osservazione.
Grande attenzione sarà dedicata anche alle competenze digitali, oggi indispensabili tanto quanto la lettura e la scrittura. I ragazzi approfondiranno un uso consapevole di internet, dei social network e delle nuove tecnologie, imparando a distinguere le informazioni attendibili da quelle fuorvianti, a proteggere la propria identità digitale e a utilizzare gli strumenti online in modo responsabile. L'educazione tecnologica diventerà così un percorso di crescita che formerà cittadini più consapevoli, autonomi e preparati ad affrontare un mondo sempre più connesso e in continua evoluzione.
Accanto alle discipline STEM troveranno spazio anche esperienze creative e interdisciplinari, nelle quali scienza, arte e sostenibilità si incontrano. Dalla stampa solare con pigmenti naturali, che permette di comprendere fenomeni fisici e chimici attraverso un'attività artistica, fino alla realizzazione di un orto scolastico dove osservare da vicino la germinazione dei semi, la fotosintesi, il ciclo delle stagioni e la biodiversità. Esperienze che aiutano gli studenti a comprendere come ciò che viene studiato sui libri sia strettamente legato alla realtà quotidiana e all'ambiente che li circonda.
L'idea di fondo è semplice ma ambiziosa: meno lezioni da imparare a memoria e più problemi da risolvere, più domande da porsi e più occasioni per collaborare. L'apprendimento diventa così un processo attivo, nel quale ogni studente è chiamato a partecipare, confrontarsi con i compagni, proporre soluzioni, sperimentare, sbagliare e riprovare. Perché il pensiero critico, la creatività, la capacità di lavorare in gruppo e di affrontare situazioni nuove non si insegnano soltanto con una spiegazione frontale, ma si costruiscono giorno dopo giorno attraverso l'esperienza.
È un investimento che guarda ben oltre il registro elettronico, i voti e le verifiche. Significa offrire ai ragazzi competenze che li accompagneranno per tutta la vita, rendendoli più sicuri, curiosi e pronti ad affrontare le sfide di un futuro in cui tecnologia, innovazione e sostenibilità avranno un ruolo sempre più centrale. Le competenze sviluppate oggi saranno infatti le basi sulle quali costruire i percorsi di studio, il lavoro e la partecipazione attiva alla società di domani.
Perché gli studenti che oggi imparano a programmare un robot, progettare un esperimento, analizzare dati, collaborare con i compagni o trovare una soluzione creativa a un problema saranno gli adulti chiamati, domani, a rispondere alle grandi sfide del nostro tempo: dalla transizione digitale alla tutela dell'ambiente, dall'innovazione scientifica alla costruzione di comunità più sostenibili e inclusive.
E forse tutto inizierà proprio lì, davanti a un banco che, per una volta, assomiglierà molto più a un'officina delle idee, a un laboratorio di creatività e di scoperta che a una normale aula di scuola. Un luogo in cui la conoscenza non viene semplicemente trasmessa, ma nasce dall'esperienza, dalla curiosità e dal piacere di imparare insieme.
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