La bici elettrica continua a far discutere. Da una parte chi la considera una scorciatoia, dall’altra chi l’ha già adottata come mezzo quotidiano o per il tempo libero. In mezzo, qualche pregiudizio e falsa aspettativa. Ne parliamo con Guido Sosso, titolare di Sosso Bike. Il negozio di Frossasco, con i suoi 400 mq di spazio espositivo, è un punto di riferimento per gli amanti delle due ruote.
Non è vero che non si fatica
Uno dei luoghi comuni più diffusi riguarda lo sforzo. “C’è ancora il pregiudizio che con la bici elettrica non si fatichi – spiega Sosso – ma non è così. L’assistenza si può regolare e decide il ciclista quanto farsi aiutare”.
Il motore infatti interviene fino a un certo limite e non sostituisce la pedalata: “Se sono in salita mi assiste fino ai 25 chilometri orari, ma devo comunque pedalare. La fatica c’è, semplicemente è più gestibile”.
Ha riportato tante persone in sella
Negli ultimi anni il cambiamento più evidente riguarda i ciclisti: “Abbiamo visto arrivare in negozio tanti neofiti – osserva Sosso –, persone che avevano smesso di pedalare o non lo avevano mai fatto con continuità”.
Il motivo è semplice: l'attività sportiva è diventata più accessibile. “Chi non è allenato, chi ha una certa età o anche chi ha avuto problemi fisici riesce a tornare a fare percorsi che prima erano fuori portata. Faticano meno, ma continuano a fare quello che gli piace”.
Le bici elettriche dunque hanno allargato le possibilità: “Aumentano le persone in sella e i chilometri percorsi. L’importante è usarle con consapevolezza e senza pregiudizi”.
Non è una moto e serve saperla usare
Un equivoco riguarda l’uso: “Una e-bike non è una moto che va dappertutto – chiarisce Sosso – resta una bici e come tale va guidata”.
Anzi, in alcuni casi richiede più attenzione. “Soprattutto in discesa bisogna essere capaci. Il peso è maggiore e la velocità può aumentare – sottolinea –. È possibile farsi male se si affrontano percorsi impegnativi senza possedere la tecnica necessaria”.
Regole e limiti
Sul piano normativo, i parametri sono definiti. “Il motore deve avere una potenza massima di 250 watt e l'assistenza alla pedalata deve interrompersi quando si raggiungono i 25 km/h – ricorda Sosso –. Superati questi limiti diventa un altro mezzo”.
Al di là di tali limiti infatti vanno considerati ciclomotori: “Ci sono bici con acceleratore o senza limiti di velocità. In quel caso si entra nel campo dei ciclomotori, con obblighi diversi come targa e assicurazione. Non vanno confusi”.
I prezzi? Oggi sono più accessibili
Il tema economico è cambiato nel tempo: “A metà degli anni Novanta le e-bike erano molto costose – spiega –. Complice anche il boom del settore, avvenuto dopo il 2010, oggi i prezzi si sono abbassati parecchio”. E sono migliorate le prestazioni per quanto riguarda le batterie e l'autonomia.
Il confronto con le bici tradizionali è quindi più vicino. “Se un cliente compra una mountain bike di buona qualità, spende una cifra simile. Se usata tutti i giorni una bici elettrica diventa quindi un ottimo investimento”.
Sosso Bike
Via Torino, 1/2, 10060 Frossasco (TO) – Tel. 0121 353271
www.sossobike.com





