Economia e lavoro - 29 aprile 2026, 10:55

L’automotive perde un altro pezzo: i coreani di Hanon spostano in Cina la linea più preziosa. Tremano in 500

Lo stabilimento di Campiglione Fenile rischia di perdere un pezzo importante della sua lavorazione. Sindacati sul piede di guerra

Foto generica d'archivio

Foto generica d'archivio

Nuovo allarme lavoro, proprio a ridosso del Primo Maggio. Si tratta della Hanon Systems, azienda dell’indotto automotive, che ha deciso di trasferire una sua linea di produzione da Campiglione Fenile in Cina.

Un passo che non lascia tranquilli i 500 lavoratori, mentre i sindacati sono già sul chi vive. La Hanon si occupa di apparecchiature elettriche ed elettroniche, mentre la linea in questione è la cosiddetta Ewp, ritenuta una delle più strategiche e redditizie. Installata da pochi anni, è stata utilizzata per la realizzazione di una nuova generazione di pompe per motori Bmw: un componente ad altissimo tasso di tecnologia.

La multinazionale coreana vuole tagliare e razionalizzare i costi e questa scelta minaccia di influenzare pesantemente il futuro della fabbrica torinese.

Notizia nascosta

La notizia, che l’azienda ha a lungo tenuto nascosta nonostante i tavoli sindacali già aperti, è emersa soltanto grazie alla costante attività di monitoraggio delle RSU di stabilimento - dicono in una nota congiunta i rappresentanti di Fim, Fiom e UilmIl 25 marzo 2026, mentre i vertici aziendali sedevano al tavolo con le organizzazioni sindacali presso l’Unione Industriali per una verifica periodica, erano già a conoscenza della decisione e hanno scelto deliberatamente di non comunicarla. Una condotta che ha gravemente compromesso il rapporto di fiducia con le rappresentanze dei lavoratori e che non trova giustificazione nelle logiche di relazioni sindacali costruttive per l’interesse comune di entrambi le parti”.

Primo sciopero già stato fatto

Un primo sciopero, con ampia adesione, è stato organizzato lo scorso 23 aprile, ma le proteste non si fermano qui. “Chi lavora in questo stabilimento non è disposto ad accettare passivamente decisioni che mettono a rischio il proprio futuro e quello delle proprie famiglie”, dicono ancora i sindacati. “La perdita della linea EWP non è una questione interna all’azienda: è una questione industriale, occupazionale e territoriale che chiama in causa le istituzioni, le parti sociali e l’intera comunità locale”.

“Ennesima delocalizzazione”

Stiamo assistendo all'ennesima operazione di delocalizzazione, oggi la mette in pratica la Hanon Systems di Castiglione, ma è una pratica diffusa dai grandi gruppi industriali - dice Dino Giuliano, Uilm-UIL - Servirebbe una legge ad hoc che limitasse tale comportamento. Ma non c'è. E ancora una volta toccherà a noi del sindacato gestire e trovare soluzioni, per limitare l'impatto che tale scelta avrà sui lavoratori coinvolti”.

Si perdono 15 milioni di produzione

Arcangelo Montemarano, Fim-Cisl Pinerolo, aggiunge: “Dopo l’incontro di oggi non ci sono più dubbi: la linea EWP viene trasferita in Cina. Quindici milioni di euro di produzione che lasciano uno stabilimento che nel 2026 registra già un fatturato ai minimi storici. Una scelta che l’azienda scarica sulla casa madre coreana, come se questo bastasse a sollevare la sede italiana dalle proprie responsabilità. I lavoratori hanno già pagato due mobilità volontarie e la perdita di un ramo d’azienda redditizio. Ora pretendiamo fatti concreti: un piano industriale serio, tempi certi e garanzie occupazionali scritte”.

E Pino lo Gioco, Fiom-Cgil, conclude: “Rigettiamo l’idea del trasferimento della linea 5 di ultima generazione. Chiediamo un tavolo tecnico per analizzare le alternative industriali per garantire un ruolo di primo piano nella componentistica auto allo stabilimento Hanon di Campiglione. Non siamo disposti ad accompagnare la direzione aziendale in un percorso di indebolimento delle capacità produttive che mettono in dubbio il futuro dello stabilimento e dei livelli occupazionali”.

Massimiliano Sciullo

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