Politica - 28 aprile 2026, 16:01

Cooperative, Canalis (Pd): "Dopo la sentenza del Tar, Cirio non faccia come Ponzio Pilato"

La consigliera regionale Dem: "I bonus non salvano i posti di lavoro: il sistema socio sanitario piemontese si salva solo adeguando le tariffe"

Monica Canalis (Pd)

Monica Canalis (Pd)

La sentenza del TAR del Piemonte del 17 aprile scorso, sull'aumento delle tariffe per i servizi residenziali e semi residenziali della disabilità nel comune di Torino, ha aperto una diga. Ora non solo il comune di Torino dovrà aggiornare le tariffe per la quota sociale di propria competenza, ma anche la Regione dovrà aggiornare quelle della quota sanitaria, ritoccate in modo insufficiente nel 2024 alla vigilia delle elezioni regionali.

"Speravo che oggi, nel rispondere al mio Question Time sulla materia, la Giunta Cirio facesse uscire dal limbo il Tavolo regionale di adeguamento delle tariffe dei servizi socio sanitari, ma così non è stato. Continuano a disattendere l’impegno preso nella DGR n. 38-8654 del 27.05.2024 di adeguare le tariffe della quota sanitaria dei servizi residenziali e semi residenziali fino al 10%, alla luce dell’intervenuto aumento del costo del lavoro", dice Monica Canalis, consigliera regionale Pd.

La Sentenza dice chiaramente che l’adeguamento tariffario avrebbe dovuto essere adattato all’effettivo aumento del costo della manodopera (stimato tra l’11 ed il 15%), che costituirebbe il principale costo dei servizi in questione, non essendo altrimenti sufficiente a garantire nemmeno la copertura del costo di produzione e quindi ad assicurare anche la qualità dei servizi offerti e aggiunge che sarebbe contraddittorio richiedere il rispetto del CCNL da parte dei soggetti accreditati, ma non assicurare una remunerazione sufficiente a garantirlo.

L’aumento del 3,5% riconosciuto dalla Regione nel 2024 per la quota sanitaria è pertanto stato dichiarato insufficiente.

Anche di fronte a queste parole messe nero su bianco dal TAR, la Giunta Cirio continua a sostenere che i bonus sono la soluzione, ma i bonus per lo natura non salvano i posti di lavoro, essendo temporanei e non universalistici.

Non si capisce se la Giunta Cirio sta scientemente perseguendo il crollo del sistema socio sanitario piemontese, basato prevalentemente su enti no profit che danno lavoro a decine di miglia di operatori e che rischiano di chiudere, oppure se intenda continuare a gettare fumo negli occhi con una serie di bonus non risolutivi.

In Piemonte la filiera della residenzialità e della semi residenzialità dà assistenza e cura a oltre 50.000 piemontesi (anziani, minori, persone con disabilità, dipendenze e problemi di salute mentale) e lavoro diretto a oltre 35.000 operatori sanitari, socio-sanitari, educativi e ausiliari.

Basta con i bonus sociali una tantum. La sanità si faccia carico con responsabilità delle strutture residenziali e semi residenziali o presto tante cooperative e strutture chiuderanno, lasciando scoperti i lavoratori e gli utenti più fragili.

Il "Patto per il Welfare innovativo e sostenibile" del febbraio 2024 non è mai stato realmente attuato.

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