"Nell’introdurre lo scorso 1° marzo la ricetta dematerializzata DEMA, la Giunta Cirio ha dimenticato le peculiarità organizzative e normative dei servizi territoriali ad accesso diretto delle dipendenze, salute mentale e neuro psichiatria infantile.
A differenza dell’auto-impegnativa aziendale, la DEMA comporta una serie di criticità di carattere organizzativo, legale e clinico, che rischiano di incidere sull’efficacia dei servizi e sulla continuità della presa in carico dell’utenza.
I servizi territoriali ad accesso diretto, infatti, rispondono a modelli organizzativi e informativi differenti rispetto alla specialistica ambulatoriale tradizionale, essendo fondati su percorsi di presa in carico continuativa, spesso multiprofessionali, e non su singole prestazioni isolate su prescrizione.
I sistemi informativi attualmente in uso (ad es. SISMAS/SISM per la Salute Mentale, SIND/HTH per le Dipendenze, SMAIL per la Neuropsichiatria Infantile) sono strutturati coerentemente con tali logiche.
Da quando è stata introdotta la DEMA, sono sorti ostacoli per la corretta e completa registrazione delle attività svolte, con potenziali ricadute sui flussi informativi e sul debito/credito amministrativo.
La DEMA mette anche a rischio la tutela della riservatezza, in particolare nell’ambito delle dipendenze patologiche, dove il tema dell’anonimato costituisce un elemento strutturale del sistema di cura.
Nel rispondere al mio odierno question time, l’assessore Riboldi ha negato che la DEMA sia stata introdotta per le attività sanitarie territoriali oggetto del question time e che le criticità relative agli applicativi siano già state superate.
Insomma, non ci sarebbe nessun problema. Peccato che tutte le società scientifiche dicano il contrario. Il nuovo sistema di identificazione scoraggia molti utenti ad intraprendere un percorso di cura e gli operatori sono sottoposti a inutili difficoltà amministrative e gestionali.
Invece di negare la realtà, l’assessore valuti di modificare le disposizioni per i servizi territoriali ad accesso diretto" così Monica Canalis, consigliera regionale PD







