Avrebbe continuato volentieri a lavorare per ancora due anni negli ambulatori di Buriasco, Macello e Vigone, ma non ha potuto farlo perché nel suo ambito territoriale di medici di medicina generale ce n’erano già abbastanza. È con questo rammarico che Gemma Dellacroce è andata in pensione il 12 aprile. Settantenne vigonese, è stata medico di famiglia nei tre paesi per 35 anni. “Avevo fatto richiesta per continuare a lavorare ancora per due anni ma non è stata accettata perché nel mio ambito territoriale non risulta carenza di medici”, racconta. Il suo posto però negli ambulatori di Buriasco e Macello non l’ha voluto per ora nessuno e i due paesi sono rimasti senza dottore.
Lei avrebbe continuato a lavorare nonostante i disagi che comportava spostarsi tra più paesi: “Oltre ai tre ambulatori, una volta a settimana, visitavo i pazienti anche in tre case di riposo. Praticamente lavoravo tutta la settimana dodici ore al giorno” spiega. Con il passare degli anni inoltre la sua professione è profondamente cambiata: “L’informatizzazione e la prevenzione hanno rivoluzionato il settore. All’inizio compilavo circa dieci ricette al giorno, ultimamente sono arrivata a duecento. Si fanno più visite, esami, approfondimenti per prevenire le malattie”.
Quella del medico di famiglia per Dellacroce è stata una vocazione: “Già quando frequentavo le medie avevo deciso di studiare medicina. Questa determinazione è maturata poi durante gli anni al liceo Marie Curie di Pinerolo”. Laureata all’Università di Torino, ha poi prestato servizio come guardia medica per qualche anno: “Poi ho sostituito il dottor Zoso che si era trasferito in Canada, aggiungendo all’ambulatorio di Vigone anche quello di Buriasco e quello di Macello”.
Dellacroce non ha ancora piani per il suo futuro da pensionata ma si sta permettendo delle piccole soddisfazioni che prima erano impensabili: “Già il fatto di poter pranzare tutti i giorni è importante – sorride –. Ho sempre fatto l’orario continuato saltando pranzo. E poi mi prenderò più cura della mia casa, che in tutti questi anni ho dovuto trascurare”.
Durante i suoi ultimi giorni di lavoro ha vissuto tra le soddisfazioni più grandi della carriera: “Ho visto la commozione negli occhi dei pazienti a cui comunicavo che sarei andata in pensione. E in alcuni casi questa reazione mi ha colta inaspettatamente”.





