Dopo la rinuncia alla carica di vicepresidente della Regione (con la conseguente promozione di Maurizio Marrone al suo posto), alla vigilia di un Consiglio regionale infuocato nel quale le opposizioni avrebbero chiesto la sua uscita di scena per il suo coinvolgimento nella vicenda del cosiddetto scandalo "5 Forchette", che a livello nazionale aveva già condotto all'uscita di scena del sottosegretario Andrea Delmastro, oggi Elena Chiorino ha annunciato le sue dimissioni da assessore.
Dimissioni irrevocabili
"Ho comunicato al presidente Alberto Cirio la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili. È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia. Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta", ha dichiarato l'esponente di FdI.
"Non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l’azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee - ha aggiunto Chiorino - L’ultimo presunto scoop consisterebbe nel fatto che forse domani potrebbe essere nominata una persona di mia conoscenza in ente legato agli Special Olimpics, con emolumenti zero e in assenza di altre candidature nei termini previsti dalla legge".
"Un passo indietro a testa alta"
"Faccio un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni. Continuerò a difendere le mie idee dal Gruppo di Fratelli d’Italia e la mia onorabilità sociale e onestà personale, contro ogni eventuale forma di sciacallaggio, in tutte le sedi", ha concluso l'ex vicepresidente della Regione.
Le opposizioni: "Era ora"
"Apprendiamo con soddisfazione delle dimissioni, questa volta intere, dell'assessora Chiorino, nonché dell'assessore Franceschini di Biella, coinvolto anche lui nell'oscura società "5 forchette". Era ora. Stupisce anzi che Cirio e Chiorino abbiano provato sinora a difendere l'indifendibile", hanno dichiarato le consigliere regionali di Avs Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro. "Quello della Bisteccheria d'Italia è uno scandalo colossale e lo abbiamo detto da subito: questo è l'unico esito possibile di questa penosa vicenda, che sta travolgendo la credibilità della Regione. Con le mafie non si fanno affari, e tanto più dopo ciò che emerso oggi rispetto all'ipotesi di riciclaggio di denaro del clan Senese non si potevano continuare a sentire balbettii da parte della maggioranza".
Gianna Pentenero, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Regionale del Piemonte, e Domenico Rossi, segretario regionale del PD, hanno così commentato: "Accogliamo le dimissioni da assessora di Elena Chiorino come un passo importante per la tutela del governo della Regione Piemonte. È anche una vittoria delle opposizioni che unite hanno da subito chiesto una piena assunzione di responsabilità. Chi ha incarichi pubblici deve rispondere anche da un punto di vista dell’etica e dell’opportunità, dare conto della disciplina e dell’onore con cui si devono portare avanti gli incarichi pubblici".
La nota prosegue sottolineando la distinzione tra il piano giudiziario e quello politico: “L'assessora non poteva non assumersi la responsabilità politica dei fatti gravi che l'hanno vista coinvolta in una società con la figlia di un prestanome del clan dei Senese”. Secondo la Presidente del Gruppo PD e il Segretario regionale “il primo dovere di chi siede in queste cariche è quello di difendere questa istituzione. La trasparenza non è un’opzione, ma il fondamento del patto tra amministrazione e cittadinanza”.





