Luca (nome di fantasia) ha 60 anni e da 20 convive con un’ernia gigante che negli anni ha compromesso pesantemente la sua qualità di vita. Oggi, grazie a un intervento altamente innovativo eseguito all’ospedale Santa Croce di Moncalieri, è tornato a stare bene.
L'intervento dell'équipe di Chirurgia dell’Asl To5
L’operazione è stata realizzata dall’équipe di Chirurgia dell’Asl To5, che ha affrontato un caso estremamente complesso: l'ernia inguino-scrotale sinistra permagna (gigante), una patologia rara che, in questo specifico caso clinico, presentava livelli di estrema complessità in quanto aveva assunto proporzioni tali da causare la perdita di funzionalità del rene sinistro a causa della prolungata compressione ureterale.
In situazioni simili di ernie con grave "perdita di domicilio" (Loss of Domain), la semplice reintroduzione degli organi fuoriusciti all'interno della cavità addominale è ad altissimo rischio: l'improvviso aumento della pressione intra-addominale può infatti scatenare una fatale sindrome compartimentale.
Per intervenire in sicurezza, i chirurghi hanno adottato una strategia in due fasi, tra le più avanzate oggi disponibili:
- preparazione pre-operatoria con tossina botulinica: un mese prima dell’intervento, sono state effettuate infiltrazioni mirate per rilassare la muscolatura addominale e preparare il corpo ad accogliere nuovamente gli organi;
- intervento in laparoscopia con dispositivo fasciotens: durante l’operazione, eseguita il 10 marzo 2026, è stata utilizzata una tecnologia innovativa che permette di aumentare lo spazio addominale in modo controllato, riducendo i rischi e consentendo il corretto riposizionamento degli organi.
Determinante è stata inoltre la sinergia multidisciplinare tra diverse strutture aziendali: la Farmacia ospedaliera, che ha garantito la disponibilità e l’utilizzo appropriato della tossina botulinica; il team di Anestesia e Rianimazione, fondamentale per la gestione perioperatoria di un caso ad altissimo rischio e il personale di sala e di reparto, che ha contribuito a creare un contesto operativo di assoluta sicurezza.
Tecnica ancora poco diffusa in Europa
Questa integrazione ha permesso di affrontare l’intervento con elevati standard di controllo e tranquillità, sia in sala operatoria sia nel decorso post-operatorio. Si tratta di una tecnica ancora rarissima: ad oggi si contano 6 interventi simili in Italia e meno di 10 in tutta Europa.
L’intervento è riuscito perfettamente. Il decorso post-operatorio è stato regolare e, a soli sei giorni dall’operazione, Luca è stato dimesso in buone condizioni.
“Affrontare casi come questo significa unire esperienza, innovazione e lavoro di squadra,” spiega il dottor Gabriele Pozzo, direttore della S.C. Chirurgia di Moncalieri. “Abbiamo costruito un percorso su misura per il paziente, utilizzando tecniche avanzate che ci permettono oggi di trattare situazioni che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate troppo rischiose. Il risultato è restituire alle persone una qualità di vita che avevano perso da tempo”.
La soddisfazione del direttore Bruno Osella
“Questo intervento rappresenta un esempio concreto di sanità pubblica che funziona e innova,” aggiunge il Direttore Generale dell’Asl To5, Bruno Osella. “Investire in competenze e tecnologie significa offrire ai cittadini cure sempre più efficaci, anche nei casi più complessi, senza dover uscire dal proprio territorio”.
Per Luca ora si apre una nuova fase: è stato avviato un percorso di recupero con terapia domiciliare e controlli programmati, con l’obiettivo di tornare gradualmente alla piena autonomia.





