Per sei ore al giorno distribuisce uniformi ai volontari e allo staff dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina e si gode non tanto lo spettacolo dello sport, quanto quello offerto dagli spettatori giunti da tutto il mondo. Il torrese Paolo Giordano è andato a Tesero in Val di Fiemme, dove si svolgono le gare di fondo e la combinata nordica delle Olimpiadi. Cinquantaseienne, assessore all’Ambiente di Torre Pellice e amante dello sport, lo scorso anno è stato tedoforo delle Universiadi invernali. “Voglio contribuire a trasmettere una parte bella dell’Italia, ma sono sicuro che da questa esperienza riceverò più di quel che posso offrire io, in termini di energia positiva” così spiega il motivo per cui ha deciso di offrirsi come volontario.
Nella pausa pranzo del suo turno al centro accrediti e uniformi si confonde tra il pubblico delle gare: “C’è una ottima collaborazione con i colleghi volontari e mi piace molto la quotidiana possibilità di essere a contatto con persone che arrivano da tutta Italia. Ma soprattutto amo vedere e conoscere spettatori che arrivano da qualsiasi parte del mondo. Chiaramente, gli scandinavi sono il pubblico più numeroso”.
E per fare conoscenza Giordano ha un escamotage, che sfrutta la mania delle pins, le spille dedicate alle Olimpiadi, che si è scatenata in questi giorni. È partito infatti da Torre Pellice con decine di pins originali dei Giochi olimpici invernali di Torino 2006: “Ogni spettatore ha con sé qualche gadget e lo scambio è un’occasione per incontrarci e dialogare”.
Tra gli atleti che ha visto sfrecciare sotto i suoi occhi c’è Johannes Høsflot Klæbo, il fondista norvegese, che sta facendo incetta di medaglie d’oro: “È un personaggio per il suo Paese, per capirci è il ‘Tomba norvegese’. Ho ricevuto anche un cappellino dal suo fan club e sono riuscito a scambiare qualche parola con i suoi componenti su un territorio che ho già visitato in passato, di cui ho molti ricordi e che mi piace”.
Più che le prestazioni sportive, Giordano si sta godendo il clima di festa attorno alle piste: “Le gare potrei vederle meglio a casa, in Tv. Quello che c’è di bello qui è il ‘colore’ che si è acceso attorno all’evento e l’empatia tra gli spettatori”.
Il volontario torrese rimarrà all’opera fino al termine delle competizioni, domenica 22 febbraio: “Durante gli ultimi giorni, mi raggiungeranno le mie figlie: in loro compagnia cercherò di godermi non solo lo spirito olimpico, ma anche la bellezza unica di questa parte d’Italia. Credo che ci concederemo anche qualche discesa su alcune piste di queste località che oggi si presentano nella loro forma migliore”. E intanto spera che venga accettata la sua candidatura per fare il volontario anche ai Giochi paralimpici invernali che si svolgeranno a marzo.





