Attualità - 11 febbraio 2026, 16:44

In maglietta anche d’inverno: la scelta contro il freddo di Loris Borno

Da vent’anni il torrese affronta tutte le stagioni con lo stesso abbigliamento: “Ho deciso di non patire più”

Loris Borno

Loris Borno

Quando usa l’espressione ‘Non mi fa né caldo né freddo!Loris Borno può essere preso alla lettera. Sessantenne torrese, anche quest’anno ha trascorso l’inverno in maglietta a maniche corte e pantaloncini al ginocchio e la sua resistenza al freddo è proverbiale in Val Pellice: “Nei giorni più freddi indosso anche una camicia in pile, ma con le maniche rimboccate. In tutto quest’inverno, per ora, l’avrò usata quattro volte” afferma. Nei mesi più freddi, come in quelli più caldi dell’estate, il suo abbigliamento è sempre quello, ad eccezione dei calzini: “Alcuni ormai constatano il cambio di stagione guardando cosa porto ai piedi. Se ho i calzini di lana vuol dire che l’inverno è arrivato, mentre se li sostituisco con quelli leggeri significa che stiamo entrando nella bella stagione”.

La sua non è solo una naturale predisposizione a sopportare qualsiasi temperatura, ma una scelta di vita messa in pratica da una ventina d’anni.

Una maglietta per tutte le stagioni

“Non ho mai sopportato di imbacuccarmi per il freddo, così alla fine degli anni Novanta cominciai a fare degli esperimenti, tenendo i pantaloncini fino al ginocchio anche d’inverno” racconta. Allora viveva lungo via Generale Martinat, la fondovalle per Angrogna: “Mi ricordo che chi, passando, mi incrociava mentre spalavo la neve, rimaneva ad osservarmi stupito” sorride.

Superato senza malanni il primo inverno ha mantenuto l’abitudine che rispecchia un atteggiamento che aveva deciso di adottare nei confronti della vita: “Il freddo e il caldo li ho sempre sentiti come tutti, ma ad un certo punto ho deciso che non li avrei più patiti. Così ho cominciato a reagire anche a ciò che mi capitava: le cose brutte succedono, ma poco di ciò che può accadere è veramente grave. Per il resto non bisogna avere paura di come si starà”.

Borno cerca di fare tesoro dei suggerimenti che il padre Franco impartiva a lui e ai suoi sei tra fratelli e sorelle: “Diceva di non reagire con rabbia ma attendere prima di affrontare una questione: la notte avrebbe portato sempre consiglio”.

E uno degli avvertimenti del padre riguardava proprio come affrontare il freddo: “Ripeteva che se i piedi sono caldi non avrai problemi di circolazione”.

Dallo sport una resistenza costruita nel tempo

C’è una ‘palestra’ che ha permesso a Borno di rinforzare, fin da bambino, la sua resistenza alle temperature più intense, e alle condizioni climatiche avverse, ed è quella dello sport.

“Ho giocato a calcio fino ai 35 anni, prima nel Torre Pellice e poi nel Bagnolo – racconta –. Ero portiere e dovevo portare i classici pantaloni lunghi imbottiti e allora mi consolavo rimboccando le maniche fino a dove potevo”. A forza di allenamenti e partite ha sviluppato il gusto per l’aria aperta e la familiarità con le intemperie: “Ancora oggi quando mi tocca fare un pezzo di strada sotto la pioggia ripenso con commozione a quei tempi: tornavo a casa dal campo fradicio ma felice”.

Abbandonato il calcio è passato alla bici: “Vado sia in bici da corsa che in mountain bike, senza preoccuparmi delle previsioni meteo il giorno prima. Alla base di questa passione c’è lo stesso motivo per cui ho scelto di vestirmi poco: sto bene quando sento l’aria addosso, sulla pelle”.

Elisa Rollino

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