Prima l’addio di Marco Ribet, responsabile dell’organizzazione, passato a Fdi. Ora quello di Gianluca D’Aloia, vice commissario cittadino, che segue il generale Roberto Vannacci. Si sgretolano i vertici della Lega locale del dopo-Mongiello. I nomi scelti dalla segretaria provinciale Elena Maccanti e dal commissario Andrea Cerutti sono usciti dal partito e dopo solo 6 mesi l’assetto del gruppo locale è tutto da rifare.
Una bella grana per chi pensava di aver trovato un equilibrio tra spinte vannacciani, malumori interni e controllo torinese. Maccanti e Cerutti, però, si rifugiano dietro un comunicato stampa condiviso di circostanza che non tocca i nodi centrali di quanto accaduto: “Ringraziamo chi in questi anni ha collaborato con il movimento e ha ora deciso di seguire strade diverse. Per la Lega questa è la naturale conclusione di una prima fase di chiarezza. Ora si apre la seconda fase di riorganizzazione e rafforzamento del movimento a Pinerolo – scrivono –. La Lega a Pinerolo non è uno spazio da occupare in assenza di altri, ma una comunità politica che si struttura con serietà, regole chiare e una guida definita. Chi pensa di potersene appropriare per inerzia commette un errore di valutazione”.
Parole che non chiariscono quale sia stata la prima fase di riorganizzazione: forse allontanare il commissario cittadino Fioravanti Mongiello per inserire due militanti che poi si sono allontanati? Inoltre non si chiarisce come, concretamente, si vuole procedere a questa riorganizzazione. I due esponenti torinesi non commentano nemmeno la loro scelta ‘sfortunata’ di D’Aloia e Ribet come responsabili del nuovo corso, che avevano in mente. Tutte domande poste da ‘Piazza Pinerolese’, senza ottenere, al momento risposta.
Dal canto suo Mongiello si sente sollevato dall’addio della componente vannacciana del partito, perché da tempo avvisava dei pericoli che poteva generale il generale. Una figura non coerente, secondo lui, con la storia e il profilo attuale del partito. “Nel comunicato si parla di prima fase di chiarezza? Seconda fase di riorganizzazione? C’è poco da discutere. Il vannacciano D’Aloia, soprannominato da molti veri leghisti ‘il Militante ignoto’ è stato nominato vice commissario e per di più responsabile del tesseramento, quando pensava a cercare proseliti per il vero suo riferimento, Vannacci e nulla per la Lega! – commenta Mongiello –. Ciononostante siamo riusciti, grazie al gruppo che si è formato intorno a me, a mantenere in piedi la presenza della Lega tra la gente e in Consiglio comunale mentre attorno c’era un ‘rumoroso silenzio’”.





